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NORMATIVA

Rating di legalità, aumentano i controlli per ottenere le stellette

di Paola Mammarella
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Verifiche a campione sul 10% delle imprese, Guardia di Finanza coinvolta nelle valutazioni su titolari, direttori tecnici e procuratori speciali

Vedi Aggiornamento del 31/05/2018
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14/09/2016 – Diventano più stringenti i controlli sulle imprese che decidono di richiedere il rating di legalità. È in vigore la delibera adottata dell’Antitrust lo scorso 13 luglio, dopo un periodo di consultazione abbastanza lungo. Rispetto alle versioni precedenti, le verifiche per ottenere il rating non coinvolgeranno solo titolari e direttori tecnici, ma anche i procuratori speciali. Alle attività di controllo parteciperà inoltre la Guardia di Finanza. 
 

Rating di legalità

Il rating di legalità, lo ricordiamo, è lo strumento di valutazione attivato su base volontaria, che certifica il rispetto delle norme antimafia e anticorruzione, quelle sulla circolazione del contante e la regolarità retributiva, contributiva e assicurativa nei confronti dei lavoratori.

Le imprese più virtuose possono ottenere fino a tre stellette e il punteggio ottenuto costituisce un criterio premiante nell’accesso al credito e nella partecipazione alle gare d’appalto.  
 
Il punteggio base è pari a una stelletta. Per ottenerla l’impresa deve dimostrare di rispettare una serie di criteri. Ci sono poi dei requisiti aggiuntivi che danno diritto a un +. Il conseguimento di tre + fa ottenere una stelletta aggiuntiva. Il punteggio massimo è pari a tre stellette.
 
Il rating di legalità può essere richiesto dalle imprese con sede operativa in Italia, un fatturato minimo di due milioni di euro nell’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente alla richiesta di rating e l'iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni.
 

Come si ottiene il rating di legalità

Per ottenere una stelletta, cioè il punteggio base, è necessario che titolari, direttori tecnici e procuratori speciali non abbiano subito misure di prevenzione né condanne.
 
L’impresa deve inoltre dichiarare di non essere stata condannata dall’Autorità e dalla Commissione europea per illeciti antitrust gravi, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating, di non essere stata condannata per pratiche commerciali scorrette e di non aver subito accertamenti per il mancato pagamento di imposte e contributi o per il mancato rispetto delle norma sulla sicurezza sul lavoro.
 
Bisogna infine dimostrare di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili e di non aver subito la revoca di finanziamenti pubblici, misure che impediscono l’affidamento dei contratti pubblici e comunicazioni antimafia. 

Il punteggio base può essere incrementato se l’impresa possiede altri requisiti, come il rispetto del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell'interno e da Confindustria il 10 maggio 2010 e rinnovato il 19 giugno 2012, l’utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili anche al di sotto delle soglie previste dalla legge, la presenza di una struttura di controllo delle attività aziendali, l'iscrizione nelle white list e la sottoscrizione di codici etici di autoregolamentazione.  

 

Rating di legalità, prcedure e verifiche

Dopo aver ricevuto la richiesta dell’impresa, l’Antitrust trasmetterne una copia integrale alla Guardia di Finanza, al Ministero dell’Interno, al Ministero della Giustizia e all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC).
 
Per verificare la regolarità fiscale e contributiva delle imprese in possesso del rating di legalità, ogni anno l’Autorità individua un campione rappresentativo, pari al 10% delle imprese in possesso del rating, e invia l’elenco alla Guardia di Finanza, che entro 60 giorni comunica all’Autorità gli esiti delle verifiche.
 
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