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NORMATIVA

Scia 2, Regioni: ‘ampliare la portata delle ristrutturazioni e semplificare l'agibilità’

di Paola Mammarella

Ok della Conferenza Unificata al decreto che indicherà il titolo edilizio corretto per ogni intervento

Vedi Aggiornamento del 12/12/2016
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30/09/2016 – Ampliare la portata delle ristrutturazioni pesanti, alleggerire le procedure per ottenere l’agibilità e tutelare la competenza delle Regioni in materia di titoli abilitativi. Le Regioni hanno proposto alcune integrazioni alla bozza di decreto Scia 2, che ieri ha ottenuto il via libera dalla Conferenza Unificata.
 
Le Regioni hanno avanzato anche una richiesta formale, ma utile a non creare dubbi: sostituire il termine “autorizzazione” con “permesso di costruire” in modo da non lasciare spazio a nessun tipo di incertezza interpretativa una volta che il decreto entrerà in vigore. Il termine autorizzazione è riportato nella tabella A allegata alla bozza. Si tratta  dello schema contenente gli interventi edilizi, la loro descrizione e il titolo edilizio da utilizzare.

Ma non solo, perchè le Regioni hanno chiesto di eliminare dal testo tutta la parte riguardante le bonifiche, chiedendo al Governo che venga regolamentata nel dettaglio in un altro decreto.
 

Scia 2 e ristrutturazioni

La bozza di decreto Scia 2 definisce restauro e risanamento conservativo pesante tutta una serie di interventi. Le Regioni hanno chiesto di inserire in questo gruppo quelli che, oltre a riguardare le parti strutturali dell'edificio, comportano mutamenti urbanisticamente rilevanti.

Ma non solo, perché secondo le Regioni nelle  ristrutturazioni pesanti andrebbero inclusi gli interventi che prevedono la completa demolizione dell’edificio esistente.
 
Secondo le Regioni, bisogna inoltre chiarire che gli ampliamenti fuori sagoma previsti dai vigenti strumenti urbanistici e che comportino incrementi volumetrici non superiori al 20% della volumetria esistente, effettuati per finalità di miglioramento funzionale, non sono da considerare interventi di nuova costruzione.
 

Scia 2 e agibilità

Il certificato di agibilità, lo ricordiamo, potrebbe essere sostituito dalla segnalazione certificata di agibilità con una procedura semplificata di "autocertificazione", proposta nella bozza di decreto "Competitività".
Lo stesso meccanismo è previsto anche dalla bozza del decreto Scia 2. Secondo le Regioni, per creare un sistema di semplificazione, il certificato di agibilità dovrebbe invece essere eliminato. Gli edifici risulterebbero utilizzabili in seguito alla comunicazione di fine dei lavori. Questa comunicazione infatti, sostengono le Regioni, già contiene le attestazioni di conformità necessarie a dichiarare agibile l’edificio.

Secondo le Regioni, sarebbe più opportuno rendere utilizzabili gli edifici in seguito alla comunicazione di fine dei lavori, che è comprensiva delle attestazioni di conformità necessarie.
 

Scia 2, titoli abilitativi regionali e Catasto

Le Regioni hanno sottolineato che la tabella che indica l’iter amministrativo da seguire per ciascun intervento da realizzare, contiene anche iter di competenza regionale. Chiedono quindi di specificare che “sono fatti salvi i regimi amministrativi più favorevoli in termini di semplificazione”. In altre parole, se la tabella indica una procedura, ma una legge regionale ne prevede una semplificata, prevale la seconda. Ovviamente deve trattarsi di una materia su cui la Regione ha competenza a legiferare.
 
Le Regioni hanno messo in evidenza la necessità di un periodo transitorio per evitare che una norma studiata per la semplificazione sortisca l’effetto opposto.
 
Secondo le Regioni, la disciplina di semplificazione dei titoli edilizi deve essere coordinata con le modalità telematiche e gli standard tecnici stabiliti dall’amministrazione del catasto per la presentazione delle variazioni catastale. Oltre ad accelerare la conclusione della pratica edilizia, si avrebbe un riallineamento delle risultanze catastali agli interventi realizzati.
 

Scia 2 alternativa al permesso di costruire

Anche se sembrano assodati la scomparsa della Dia e l’avvento della Scia alternativa al permesso di costruire, le Regioni hanno chiesto di valutare se mantenere il vincolo di iniziare gli interventi dopo 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. La sostanziale differenza tra Scia e Dia è, lo ricordiamo, proprio la possibilità di iniziare subito i lavori.

Perchè il decreto sulla Scia 2 diventi operativo, manca ora il parere delle Commissioni parlamentari competenti, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
 

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Alcuni note: • Ristrutturazione edilizia pesante – (Demolizione e ricostruzione) Per evitare sentenze difformi (che già ci sono, alcune la indicano come nuova costruzione, altre ristrutturazione edilizia pesante) è sufficiente aggiungere all’art. 10 c,1 la lettera “d”: “nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione, con modifica ai parametri edilizi, in conformità agli strumenti urbanistici”. • Restauro e risanamento conservativo – (Con cambio d’uso rilevante) Consentire con il restauro e risanamento il cambio d’uso rilevante da una categoria all’altra, significa sottoporre tale intervento non più alla SCIA (normale), che in caso di abuso soggiace a controllo solo amministrativo, ma a SCIA (super) e di conseguenza a controllo penale. L’intervento verrebbe sanzionato come nel caso di ristrutturazione edilizia pesante illecita. • Ampliamento – (Oltre al 20% della volumetria) Sarebbe sufficiente inserire nell’art. 3 c. 1 lettera e.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente, oltre al 20% della volumetria complessiva dell’unità principale, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto alla lettera e.6). (L’ampliamento, dalla tolleranza fino al 20% sarebbe invece ristrutturazione edilizia pesante). • Manca la sanzione a carico del titolare della CILA che non comunica la fine lavori. • Anche per la CILA servirebbe il certificato di collaudo a fine lavori, come prevede l’art. 23 c. 7, per la SCIA. • Lo sportello unico potrebbe fare l’aggiornamento catastale anche per la SCIA. Lo sta facendo con la CILA.