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Terremoto, ‘Casa Italia’ punterà su sismabonus e fascicolo di fabbricato

di Paola Mammarella

Parlamento e Governo a confronto su nuove norme e incentivi per la diagnostica degli edifici e la messa in sicurezza. Risarcimenti a tutti i danneggiati

Vedi Aggiornamento del 22/02/2017
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02/09/2016 – Prevenzione significa dotare tutti gli edifici del fascicolo di fabbricato e incentivare l’adeguamento antisismico. Punterà su questi elementi il piano “Casa Italia” annunciato dal Governo dopo il terremoto in Centro Italia.
 
Se ne è parlato ieri durante la riunione congiunta delle Commissioni Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera e Ambiente del Senato per discutere su ricostruzione e messa in sicurezza.
 

Terremoto, “sismabonus” e fascicolo di fabbricato

“Oggi l’unica misura di prevenzione è l’Ecobonus per le zone sismiche 1 e 2, ma è insufficiente perché non consente di affrontare lavori impegnativi” ha esordito il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci.  
 
L’Italia è molto indietro nella prevenzione. “Intollerabile – ha affermato Realacci - l’ostruzionismo sul fascicolo di fabbricato da parte dei proprietari di casa. Potrebbe essere introdotto nell’Ecobonus, con detrazioni per le certificazione sismica dell’edificio”.
 
Il “sismabonus” descritto da Realacci, da definire in sede di legge di Stabilità, si inserisce nel piano “Casa Italia” lanciato dal Governo. Comprenderà una serie di misure tecniche, fiscali ed economiche per  incentivare l’adeguamento di tutte le abitazioni (comprese le seconde case) e gli edifici produttivi in tutte le zone sismiche, non solo in quelle 1 e 2 come accade ora.
 
“Tutto questo – ha concluso Realacci - necessita di una mobilitazione di competenze che vanno messe in campo per un’economia che punta sulla sicurezza dei cittadini, su innovazione e qualità, che produce posti di lavoro”.
 

Terremoto, Casa Italia per ricostruzione e prevenzione

“Tutti coloro che hanno subito danni, anche se fuori dal cratere, potranno chiedere il riconoscimento di questi danni e l’intervento a sostegno sia nella fase emergenziale sia nella fase della ricostruzione”. Parola del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti
 
Dopo la gestione dell’emergenza si passerà alla fase di prevenzione e messa in sicurezza. “Nel caso di nuove costruzioni o adeguamenti abbiamo già delle regole – ha illustrato De Vincenti - bisogna quindi verificare che tali regole vengano realmente applicate. Più complesso è l’adeguamento sismico di ciò che è il patrimonio storico del Paese. Richiede tecnologie molto più sofisticate che per i nuovi edifici. C’è bisogno di tutte le competenze scientifiche e tecnologiche per fare un salto di qualità. In tale direzione si è pensato infatti il piano Casa Italia”. Il progetto comprenderà anche un insieme di misure sull’edilizia scolastica e il dissesto idrogeologico, la comunicazione, l’elettricità, i collegamenti, i trasporti, il trattamento dei rifiuti, la banda ultralarga.
 
Il piano, fa sapere De Vincenti, non partirà da zero. “Alcuni strumenti già esistono, ma vanno migliorati, come la detrazione del 65% per l’adeguamento antisismico. Bisogna perfezionare gli ecobonus per i palazzi. Sull’edilizia scolastica sono stati realizzati interventi importanti, ma l’antisismica richiederà un ulteriore potenziamento degli interventi. Sul dissesto idrogeologico sono stati già attivati diversi interventi. Si stanno realizzando opere per quasi 2 miliardi di euro”.
 
De Vincenti ha inoltre annunciato che saranno a breve disponibili le linee guida per la valutazione e prevenzione dal rischio sismico.
 

Terremoto, interventi edilizi solo con tecnici

Durante la riunione non sono mancate le polemiche. “Dopo anni in cui è stato sotterrato per i motivi più svariati, viene rimesso come prioritario il tanto vituperato fascicolo del fabbricato”, ha affermato la deputata di Sel, Serena Pellegrino.
 
Sul progetto Casa Italia, annunciato da De Vincenti, Pellegrino ha puntualizzato “Senza vederlo non posso esprimermi ma sicuramente posso denunciare che abbiamo fatto tutta l'opposizione possibile perché l'art. 17 dello Sblocca Italia (Legge 164/2014), che liberalizza e dà la possibilità ai proprietari di fare le modifiche interne degli immobili senza l'intervento di un tecnico, fosse modificato. In quella circostanza non abbiamo ottenuto alcun risultato, mentre voi, con il vostro agire, avete chiuso fuori dalla porta chi ha la competenza, e si prende anche la responsabilità, di definire se gli interventi che vengono realizzati all'interno dei fabbricati siano strutturali o no.
 
“Sottosegretario – ha concluso - abbiamo potuto appurare che far risparmiare ai cittadini una fattura del tecnico abilitato, tra l'altro detraibile dalle tasse, mette a rischio la vita. Vivere in un luogo sicuro è prioritario e le tecniche costruttive le possediamo tutte, da decenni”.
 

Terremoto e ricostruzione, Architetti: ragionare con il 'come dovrà essere'

“Non sarà un passaggio né facile, né breve - ha commentato il presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) Giuseppe Cappochin. "Se davvero si vuole voltare pagina serve ragionare, con un grande sforzo collettivo di lungo periodo, non più solo con il “come’era e dov’era”, ma con il “come dovrà essere. Casa Italia sembra andare in questa direzione allargando lo sguardo alla città del futuro e mettendo la persona al centro di un grande progetto strutturale che rivoluzioni il Paese”. 

Fondamentale per gli Architetti il coinvolgimento dei cittadini per individuare, dal punto di vista sociale e culturale, gli elementi di forza e di debolezza di ciascun territorio, le priorità di intervento, la visione del domani. Ma anche la visione di insieme su temi quali il risparmio energetico, la mobilità, le gestione del ciclo dei rifiuti.

 “Sarà - ha concluso Cappochin -  un piano lungo decenni - come non ha mancato di sottolineare Renzo Piano – che solo progetti di qualità espressioni di concorsi di architettura possono garantire. Tutto ciò accompagnato da procedure all’insegna della massima trasparenza e della necessaria semplificazione, ma assolutamente non meno rigorose”.
 

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