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NORMATIVA

Urbanistica, opere strategiche e professioni. Se ne occuperà solo lo Stato?

di Paola Mammarella
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Riforma Costituzionale: le risposte definitive arriveranno con l’esito del referendum del 4 dicembre

Vedi Aggiornamento del 23/11/2016
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28/09/2016 – Saranno i cittadini a decidere se far passare sotto la competenza esclusiva dello Stato materie come governo del territorio, ordinamento delle professioni, infrastrutture strategiche e Protezione Civile. Ma anche se dire basta al bicameralismo perfetto e alle Province. È stato fissato per domenica 4 dicembre il referendum confermativo della Legge di riforma Costituzionale.
 

Riforma Costituzionale e referendum confermativo

Ma se la legge è già stata approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale perché è necessario il referendum? Le modifiche alla Costituzione possono avvenire solo con un largo consenso parlamentare. In caso contrario si deve chiedere il parere popolare. Per intervenire sulla Costituzione è necessario che la legge di modifica sia approvata due volte (a distanza di almeno tre mesi) e che la seconda volta i voti favorevoli siano pari ad una maggioranza qualificata dei due terzi. Se la soglia non viene raggiunta, entro tre mesi dalla pubblicazione un quinto dei membri di una camera, 500mila elettori o cinque Consigli regionali possono chiedere un referendum popolare confermativo.
 
La legge costituzionale è stata approvata in via definitiva dalla Camera con 361 voti favorevoli e 7 contrari, mentre i deputati dell’opposizione non hanno partecipato al voto. Dato che il numero totale dei deputati è di 630, la soglia prescritta non è stata raggiunta ed è stato richiesto il referendum confermativo.
 

Riforma Costituzionale, approvazione delle leggi più veloce

Se il referendum dovesse confermare i contenuti della legge di modifica della Costituzione, uno dei cambiamenti riguarderà l’articolo 70 sul procedimento legislativo. Le leggi saranno approvate solo dalla Camera dei Deputati. I testi saranno trasmessi al Senato che entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, potrà deliberare di esaminarlo e, nei trenta giorni successivi, potrà proporre delle modifiche o formulare osservazioni. L’ultima parola spetterà comunque alla Camera.
 
Abolendo il bicameralismo perfetto, terminerà la prassi di proporre piogge di emendamenti sia alla Camera sia al Senato. Prassi che rallenta l’iter di approvazione delle leggi. Tutto nell’ottica di semplificazione e velocizzazione che sta indirizzando l’attività governativa su più fronti.
 
Il Senato continuerà ad essere coinvolto nel procedimento legislativo solo per l’approvazione delle leggi in materia di revisione della Costituzione, referendum popolari, ordinamento, legislazione elettorale, organi di governo, funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane, politiche dell'Unione europea, casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore.
 

Riforma Costituzionale: allo Stato urbanistica, professioni e infrastrutture

Definito il nuovo iter delle leggi, cambierebbe anche il soggetto che deve proporle e approvarle. Fino ad ora in molte materie c’è la competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni. Lo Stato detta i princìpi generali e le Regioni legiferano sulla base delle specificità territoriali. Questo meccanismo nella pratica ha portato ad una serie di sovrapposizioni e conflitti. Molte leggi regionali sono state dichiarate incostituzionali perché non rispettano i limiti di competenza riservati dalla legge e gli operatori che le hanno prese come riferimento per effettuare interventi o avviare attività si sono ritrovati in una condizione di incertezza.
 
Con la riforma diventerebbero di esclusiva competenza statale:
-  le disposizioni generali e comuni sul governo del territorio, il sistema nazionale e il coordinamento della protezione civile;
- l’ordinamento delle professioni e della comunicazione;
- le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;
- la tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, l’ambiente e l’ecosistema, l’ordinamento sportivo, le disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo;
- la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia;
- i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale.
 
Spetterebbero invece alle Regioni la potestà legislativa esclusiva in materia di
- pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno;
- dotazione infrastrutturale;
- organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale;
 - attività culturali di interesse regionale, promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici;
- valorizzazione e organizzazione regionale del turismo.
 
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