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PROFESSIONE

Gare di progettazione, professionisti: ‘si torni ai parametri obbligatori’

di Paola Mammarella

I tecnici chiedono anche che il correttivo del Codice Appalti preveda di affidare al vincitore i successivi livelli di progettazione e la direzione lavori

Vedi Aggiornamento del 15/02/2017
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21/09/2016 – Centralità della progettazione, corrispettivi certi e commisurati alla qualità. Partono da queste riflessioni le proposte di modifica al Codice Appalti sollecitate dalla Rete delle Professioni Tecniche, intervenuta ieri in audizione in Commissione Ambiente della Camera e Lavori Pubblici del Senato.
 

Parametri e compensi nelle gare di progettazione

Il Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) e le linee guida sui servizi di ingegneria e architettura dell’Anac hanno stabilito che l’uso dei parametri (DM 17 giugno 2016) per determinare il compenso da porre a base di gara non è obbligatorio.
 
RPT chiede che nel correttivo sia invertita la rotta e che si torni all’obbligo di rifarsi ai parametri nella determinazione dei compensi in modo da garantire la qualità della progettazione ed evitare che le Stazioni Appaltanti possano sottostimare il valore dell’incarico da affidare.
 
Secondo RPT, inoltre, la corresponsione dei corrispettivi relativi allo svolgimento della progettazione e delle attività tecnico-amministrative ad essa connesse non deve essere subordinata all’ottenimento del finanziamento.

Richieste analoghe sono arrivate dall'OICE. L'Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica ha affermasto che per eliminare ogni dubbio ci si dovrebbe rifare alle indicazioni dell'Anac e rendere i parametri obbligatori. Bisogna inoltre evitare che i professionisti finanzino la Pubblica Amministrazione, motivo per cui lo svolgimento degli incarichi di progettazione deve essere pagato a prescindere dal finanziamento dell'opera. 
 

Concorso di idee e di progettazione

Per RPT è necessario che la normativa imponga si scegliere sempre il concorso di progettazione o di idee ed eliminare la possibilità che le Stazioni Appaltanti ricorrano a professionalità interne, seppur adeguatamente qualificate, per la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, paesaggistico, agronomico e forestale, storico-artistico, conservativo e tecnologico.
 
Altrettanto fondamentale, ha spiegato RPT, è mantenere il divieto di appalto integrato.
 
I progetti redatti dagli uffici tecnici interni alle Stazioni Appaltanti, sottolinea RPT, devono essere firmati da un professionista iscritto all’Albo, non solo abilitato alla professione. Vietato affidare il collaudo a dipendenti della stessa Stazione Appaltante.
 
Come sollecitato più volte, RPT ha chiesto che il vincitore del concorso di progettazione abbia la precedenza nell’affidamento dei successivi livelli di progettazione e della direzione dei lavori.
 

Procedure delle gare di progettazione

I professionisti tecnici hanno proposto anche modifiche alle procedure di gara, suggerendo che gli incarichi di progettazione di importo fino a 100mila euro siano affidati con procedura negoziata previa consultazione di almeno quindici (non cinque) operatori e che oltre i 100mila euro si usi la procedura aperta.
 
Secondo RPT, i soggetti pubblici e privati, titolari di concessioni di lavori, devono affidare una quota non inferiore all’80% dell’importo dei contratti di servizi di architettura e ingegneria e di altri servizi tecnici ai liberi professionisti singoli o associati, società tra professionisti, società di ingegneria, consorzi. La rimanente quota del 20% può essere affidata a società in house.
 
RPT ha affermato poi che ai corrispettivi delle Società di ingegneria si deve applicare il contributo integrativo del 4% da versare alle Casse di previdenza di categoria di ciascun professionista firmatario del progetto o responsabile della prestazione professionale.
 
Per valorizzare il lavoro dei dipendenti pubblici, ha concluso RPT, l’incentivo del 2% deve essere loro riconosciuto “non tanto per lo svolgimento di attività come la progettazione o la direzione dei lavori, ma quanto per le attività di verifica e controllo dell’intero processo di realizzazione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo”. In questo modo potrebbero essere inclusi anche i dirigenti, che al momento non possono invece beneficiare dell’incentivo.
 

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