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RISTRUTTURAZIONE

Bellezza@governo.it, sarà scelto un solo sito per Comune

di Alessandra Marra

Dal Mibact i possibili criteri di selezione: immediata realizzabilità ed economicità degli interventi

Vedi Aggiornamento del 02/01/2018
27/09/2016 – L’iniziativa bellezza@governo.it potrebbe selezionare un solo sito per Comune e privilegiare interventi a immediata realizzabilità e piccolo importo.
 
Queste alcune delle ipotesi relative al progetto bellezza@governo.it (che stanzia 150 milioni di euro per recuperare i luoghi culturali dimenticati) rese note dal Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in risposta alle interrogazioni degli Onorevoli Annalisa Pannarale e Stefano Borghesi che chiedevano di esplicitare i motivi del ritardo e le modalità attuative dell’iniziativa.
 

bellezza@governo.it: la selezione dei beni culturali

Il Ministro dei beni culturali riferisce che, a livello istruttorio, è allo studio l'ipotesi di selezionare un solo sito per Comune, ricordando le condizioni di procedibilità che la delibera detta per il finanziamento:
a) che il luogo segnalato rientri tra le tipologie indicate dall'articolo 10 del Dlgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);
b) che l'oggetto dell'intervento sia la valorizzazione, la tutela o il recupero del luogo indicato;
c) che l'ente attuatore sia pubblico.
 
Nell'eventualità che le risorse disponibili risultassero insufficienti, un'apposita Commissione, nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, dovrà individuare gli interventi da finanziare assicurandone la diffusione territoriale. Dopo l'espletamento della selezione, con apposito decreto del Presidente del Consiglio, saranno individuati gli interventi finanziabili.
 
Sempre in via di ipotesi istruttoria, la Commissione che sarà nominata potrà:
- definire, per ciascuna Regione e Provincia autonoma, una quota delle risorse disponibili in proporzione al numero di luoghi segnalati;
- individuare interventi effettivamente realizzabili in relazione a un limite di contributo massimo;
- collocare le richieste di finanziamento secondo un ordine crescente, così da privilegiare le richieste di minore importo;
- selezionare gli interventi privilegiando quelli che, in relazione allo stato di maturazione progettuale, possano ritenersi di immediata realizzabilità.
 

Recupero beni culturali dimenticati: i motivi del ritardo

Il Mibact ricorda anche che l’iniziativa, pur facendo capo al Ministero dei beni e della attività culturali, è interamente gestita dalla Presidenza del Consiglio.
 
Secondo Franceschini i motivi del ritardo sono “l'elevatissimo numero di proposte pervenute e la loro eterogeneità”. Sono state infatti raccolte quasi 140 mila segnalazioni di cittadini i quali hanno indicato più di 7540 luoghi in cui esiste un bene culturale da ristrutturare o recuperare alla fruizione collettiva.
 
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