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AMBIENTE

Consumo di suolo, Ance: ‘ridurre i costi per le riqualificazioni’

di Alessandra Marra
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Migliorare gli incentivi per interventi sull'esistente e integrare meglio il ddl con le norme regionali

Vedi Aggiornamento del 12/10/2017
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06/10/2016 – Migliorare le misure di incentivazione della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e integrare meglio la norma nazionale con le leggi regionali sul consumo di suolo.
 
Queste le proposte avanzate dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance), nel corso dell’audizione informale presso le Commissioni riunite Agricoltura ed Territorio e Ambiente del Senato, per migliorare il disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e gli altri DDL associati al provvedimento.
 
L’Ance ha evidenziato come il ddl possa essere ancora migliorato in alcune parti nel corso della lettura al Senato, pur rappresentando un passaggio importante nel percorso finalizzato a raggiungere l’obiettivo di ridurre il consumo del suolo e portarlo a zero nel 2050
 

Contenimento del consumo di suolo: puntare sulla riqualificazione

Per un’effettiva ed efficace attuazione delle norme per la riqualificazione del costruito Ance ritiene che la norma dovrebbe essere affinata meglio soprattutto con riferimento al rapporto con gli interventi di demolizione e ricostruzione.
 
Propone, infatti, di introdurre un limite minimo di riduzione dell’entità del costo di costruzione da parte dei comuni. Ad esempio, si potrebbe prevedere che i costi di costruzione per gli interventi di ristrutturazione edilizia debbano essere ridotti di almeno il 50% rispetto ai valori determinati per le nuove costruzioni.
 
Inoltre, per l’Ance “non appare ancora corretto definire il consumo di suolo in termini di “incremento annuale” poiché una definizione dovrebbe descrivere ciò che realmente avviene, mentre tale formulazione si basa su un mero raffronto fra dati di anni differenti e per di più necessariamente di segno positivo”. Una definizione che appare corretta è quella della LR Lombardia 31/2014 che lo definisce come “trasformazione, per la prima volta, di una superficie agricola da parte di uno strumento di governo del territorio, non connessa con l’attività agro-silvo-pastorale, esclusa la realizzazione di parchi urbani territoriali e inclusa la realizzazione di infrastrutture comunali e sovracomunali”.
 

Consumo di suolo: integrazioni con le leggi regionali

L’Ance ha ricordato il nodo irrisolto rappresentato dalle disposizioni regionali sul contenimento del consumo di suolo che in molti casi differiscono nei contenuti e nelle procedure ordinarie e transitorie da quelle del disegno di legge.
 
Pertanto, un’ulteriore questione da affrontare è quella del raccordo tra la futura normativa statale e quella regionale soprattutto nella logica di evitare incertezze o vuoti normativi che si ripercuoterebbero sull’attività del settore delle costruzioni.
 
I costruttori hanno analizzato anche il coordinamento tra la pianificazione vigente e quella che si dovrà adottare per effetto delle nuove regole introdotte dal provvedimento, rilevando che senza un ulteriore passaggio normativo si rischia non solo un periodo di blocco nell’attività, ma anche la necessità di dover aggiornare gli strumenti di pianificazione oggi vigenti con i necessari costi per i bilanci dei comuni nonché i connessi adempimenti amministrativi (es. varianti di piano, redazioni di nuovi piani, effettuazione valutazione ambientale strategica, verifica dei fabbisogni etc.).

 

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