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LAVORI PUBBLICI

‘Sport e Periferie’: ecco i 183 interventi finanziati con 100 milioni di euro

di Alessandra Marra

Agli impianti sportivi nei Comuni colpiti dal sisma andranno 480mila euro. Entro la fine di ottobre il via libera di Palazzo Chigi

Vedi Aggiornamento del 02/03/2018
13/10/2016 – Il Fondo ‘Sport e Periferie’ finanzierà con 100 milioni di euro 183 interventi su impianti sportivi sparsi su tutto il territorio italiano e alcuni interventi specifici ad Accumoli e Amatrice.
 
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, hanno presentato ieri a Palazzo Chigi il piano degli interventi infrastrutturali che saranno realizzati attraverso il fondo "Sport e Periferie", da 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, istituito dalla Legge 185/2015 e che si aggiungeranno ad una serie di iniziative già approvate, tra cui lo Zen di Palermo, il Corviale, Scampia, Barletta, Ostia, Reggio Calabria, Milano-Cardellino, Corviale, 15 playground a Roma.
 

I 183 interventi finanziati

Nella lista dei progetti selezionati, sono rappresentate tutte le Regioni d’Italia, eccezion fatta per Trentino e Val d’Aosta dalle quali non sono pervenute proposte oppure sono pervenute proposte incomplete.
 
Le Regioni del Sud sono maggiormente rappresentate con particolare riferimento a Calabria (34), Sicilia (22), Campania (19), anche in ragione del maggior numero di proposte ricevute. Al Nord la Regione con più progetti è la Liguria (9), mentre al Centro sono le Marche (15).
 
Sono presenti i Comuni di tutte le dimensioni: piccoli (meno di 10.000 abitanti), medi (tra i 10.000 e i 20.000 abitanti) e grandi (più di 20.000 abitanti). Il gruppo di Comuni con più di 20.000 abitanti è quello in cui è stato individuato il numero più ampio di progetti (91).
 
Ecco la lista di tutti gli interventi

Nelle scelte c’è anche un equilibrio dal punto di vista economico, per assicurare la maggiore diffusione sul territorio italiano e tutte le tipologie di intervento (piccole e grandi). Circa il 70% ha valore fino a 200.000 euro. Qui la scelta è stata quella di privilegiare interventi che potessero generare valore economico-sociale sul territorio a fronte di limitati valori di investimento.
 
Sono infine rappresentate quante più discipline sportive possibili: al netto di calcio e calcetto, le palestre e i centri polivalenti rappresentano il 39% dei progetti. A seguire tennis, atletica leggera, rugby e pattinaggio. Anche qui, l’intento è stato quello di raccogliere un bacino potenziale di utenza più ampio possibile e di favorire la sostenibilità degli impianti, consentendo la pratica di più discipline.

“La rinuncia a Roma2024 prevede che le somme programmate per gli impianti polifunzionali previsti nelle periferie verranno ri-destinate nel resto d’Italia” ha detto Malagò. 

Il CONI, inoltre, alla luce del devastante terremoto del 24 agosto, ha deciso di intervenire con 480 mila euro a favore delle proposte pervenute dai Comuni maggiormente colpiti dal sisma, Accumoli e Amatrice, cercando, in futuro, di far rientrare anche Arquata del Tronto che non aveva presentato richieste.
 

Il censimento degli impianti esistenti

Con 3 milioni di euro il CONI ha completato il censimento degli impianti sportivi esistenti sul territorio nazionale, fondamentale per programmare i luoghi in cui intervenire in futuro.  
 
Il fondo permetterà la realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi con destinazione all’attività agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con l'obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti, e il completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all’attività agonistica nazionale e internazionale.
 

Sport e Periferie: 1.681 proposte pervenute

Per individuare gli interventi da proporre alla Presidenza del Consiglio, il CONI aveva invitato chiunque a segnalare entro il 15 febbraio 2016 le proprie proposte di intervento: sono arrivate 1.681 proposte, per circa 1 miliardo e 300 milioni di euro di richieste di contributo.
 
Per operare una scelta adeguata il CONI ha nominato un Comitato indipendente di giuristi di chiara fama per istruttoria e analisi delle proposte pervenute con l'obiettivo di garantire massima diffusione degli interventi su tutto il territorio nazionale, con la rappresentanza del maggior numero di discipline sportive possibile. 
 

Impianti nelle periferie: le fasi successive

La Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà approvare il Piano del CONI per fargli assumere valore definitivo. Successivamente dovranno essere firmate le Convenzioni con gli enti proponenti e pertanto andrà preliminarmente verificata la sussistenza di tutti i requisiti dichiarati all’atto della proposta, incluso il valore stimato e la congruità dell’intervento. Dopodiché si passerà alla fase esecutiva.
 

Matteo Renzi e Giovanni Malagò dopo il no a Roma 2024

“Un uomo di sport deve saper perdere e vincere ma dal giorno dopo ha la possibilità di iniziare una nuova partita - ha detto Giovanni Malagò -. Ringrazio il Premier per la sua disponibilità, siamo felici che abbia lui la delega allo sport perché c’è la possibilità di interagire in modo diretto rappresentando le nostre istanze. ‘Sport e Periferie’ ci dà la possibilità di sanare situazioni difficili in territori importanti. Le 142 mila società che caratterizzano il nostro mondo hanno bisogno di una casa. Ci sono 3 criteri con cui si è agito nell'ambito di questo piano. Il completamento del censimento dell'impiantistica sportiva con 3 milioni (fondamentale per programmare dove fare gli interventi in futuro), la ristrutturazione, rigenerazione e realizzazione impianti sportivi e la previsione di interventi nell'ottica di quella che era la candidatura di Roma 2024”.

“Oggi è giornata particolare - ha detto Matteo Renzi -, perché arriva dopo l'annuncio dell'interruzione della candidatura di Roma 2024”. “Noi pensiamo che lo sport sia fondamentale per costruire comunità, per promuovere i valori fondanti che caratterizzano il vostro movimento”. “Questo fondo non è un omaggio ma è il minimo per lo sport, per allenare le ambizioni dei giovani in luoghi belli. E sono sicuro che l'aver tarpato il volo il sogno olimpico ai bambini non comprometterà il processo di crescita. Ieri hanno fatto festa le periferie di Parigi e delle altre città candidate non quelle di Roma”.
 
“Il fatto che la candidatura della Capitale - ora lo possiamo dire - fosse un vantaggio, amplifica le responsabilità di chi si è arrogato il diritto di negare questa possibilità con miopia. Noi però non ci arrendiamo da veri uomini dello sport e per questo offriamo opportunità di fare attività fisica”. “Fondamentale l'attenzione mostrata verso il Sud e il Mezzogiorno ed è nevralgico far dialogare questi impianti con la scuola. Vanno anche agevolate e semplificate le procedure a carico delle società. Il primo investimento sanitario è fare attività fisica e sta tutto nello sport. In Italia si fa politica con lo sport, nel senso che la politica si occupa di sport e riconosce nello sport un valore universale e di cittadinanza” - ha concluso Renzi.
 
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