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Terremoto, in arrivo 4,5 miliardi di euro per la ricostruzione

di Paola Mammarella

De Vincenti: ‘le risorse nella legge di bilancio che approveremo sabato’. Contributi del 100% per il ripristino di prime e seconde case

Vedi Aggiornamento del 07/11/2016
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12/10/2016 - “Con la legge di bilancio che approveremo sabato” arriveranno 4,5 miliardi di euro per la ricostruzione in Centro Italia. Lo ha annunciato ieri sera il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, durante la conferenza stampa per la presentazione del “Decreto Terremoto”.

Il testo, presentato da De Vincenti come “una sorta di vademecum per la ricostruzione”, prevede contributi per il ripristino di prime e seconde case anche fuori dal cratere del sisma, sostegno alle imprese per il ripopolamento delle aree montane, trasparenza e legalità. Azioni che, ha spiegato il Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, hanno un unico obiettivo: “un terremoto 6.0 non deve più produrre vittime”.
 

300 milioni subito, 4,5 miliardi con la legge di bilancio

Per l’avvio degli interventi di ricostruzione e il completamento della fase di emergenza, ha spiegato De Vincenti, saranno subito spendibili 200 milioni di euro. Conteggiando anche le altre misure, come il differimento delle imposte per i cittadini colpiti dal sisma, si arriverà in totale a più di 300 milioni di euro.
 
Ammontano invece a 3,5 miliardi di euro i fondi per ricostruzione degli edifici privati e a 1 miliardo quelli per gli edifici pubblici. Si tratta di risorse previste dalla legge di bilancio che, assicura De Vincenti, sarà approvata sabato prossimo.
 

Decreto terremoto, contributo del 100% per la ricostruzione

I contributi alla ricostruzione variano a seconda che gli immobili si trovino nel cratere del sisma. Una delle novità rispetto alle bozze di decreto circolate nei giorni scorsi, è che il cratere del terremoto comprende 62 Comuni invece che 60. Nei Comuni del cratere sarà risarcito il 100% dei danni subìti dai privati a case e imprese, comprese le seconde case.
 
Fuori dal cratere sarà riconosciuto un contributo del 100% per la ricostruzione delle abitazioni principali, delle seconde case situate nei centri storici e nei borghi e delle imprese. Le seconde case che non si trovano nei centri storici e nei borghi potranno accedere a un contributo pari al 50%.
 

Decreto terremoto, la procedura per la ricostruzione

I contributi saranno erogati sotto forma di finanziamenti agevolati e chi vi accederà maturerà un credito di imposta. Vasco Errani ha precisato che le risorse dei finanziamenti comprendono il miglioramento sismico.
 
 “Il cittadino - ha spiegato Errani - quando riceve l'approvazione del progetto per la riparazione del danno va in banca e sceglie l’impresa. La banca paga gli stati di avanzamento lavori all’impresa e i progettisti con un sistema tracciabile, il cui funzionamento sarà definito nella legge di bilancio”.

Per richiedere il contributo bisogna presentare all’Ufficio Speciale per la ricostruzione la domanda corredata dalla scheda AEDES, che contiene i dati sui danni riportati dall’immobile e il livello di agibilità. L’Ufficio Speciale è formato dalla Regione e dai Comuni interessati e ha il compito di verificare i requisiti e la congruità del progetto e del contributo che verrà concesso con decreto del Vice Commissario. La struttura della governance prevede quattro vicecommissari, che sono i presidenti delle Regioni colpite dal sisma.

I lavori saranno soggetti a verifiche e controlli da parte dell'Anac. Saranno in primo luogo le imprese e i professionisti a dover dimostrare di essere in regola attraverso l'iscrizione in apposite white list.

Per favorire il rapido rientro nelle abitazioni e la ripresa delle attività produttive negli edifici con danni lievi (con classificazione “B” della scheda AEDES) è  prevista una procedura semplificata: il beneficiario può presentare all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione il progetto e la perizia asseverata e procedere immediatamente all’avvio dei lavori indicando il direttore dei lavori e l’impresa esecutrice.
 

Decreto Terremoto, macerie e infrastrutture ambientali

Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha spiegato i contenuti di sua competenza all’interno del decreto per la ricostruzione. Le macerie saranno classificate come rifiuti urbani limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto verso i centri di raccolta comunali e i depositi temporanei.
 
Tra i rifiuti non rientrano i resti di valore storico, architettonico e artistico nonché di valore simbolico come quelli appartenenti all’edilizia storica. Questi verranno selezionati e separati, con l’individuazione da parte dell’autorità del luogo di destinazione. Sarà invece il Centro di Coordinamento “Raee” a prendere in consegna i rifiuti elettrici ed elettronici nelle condizioni in cui si trovano, con oneri a proprio carico.
 
Entro un anno il Commissario dovrà inoltre predisporre un programma delle infrastrutture ambientali da ripristinare e realizzare, con particolare attenzione agli impianti di depurazione e di collettamento fognario: per queste attività sono previsti 3 milioni di euro con fondi dello stato di previsione del ministero dell’Ambiente.
 

Decreto Terremoto, aiuti ai Comuni

Ai Comuni saranno riconosciute deroghe al pareggio di bilancio. Per far funzionare i nuovi uffici per la ricostruzione, le Amministrazioni potranno assumere personale a tempo determinato.
 

Decreto Terremoto e beni culturali

Il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario franceschini, ha sottolineato che il decreto, oltre all’estensione dell’Art bonus alle donazioni in favore del MiBACT per il restauro degli edifici religiosi nei comuni del cratere sismico e all’istituzione della Soprintendenza unica dedicata esclusivamente alle procedure per gli interventi di ricostruzione, prevede la realizzazione di un piano per la promozione e il rilancio del turismo che il Commissario straordinario predisporrà con Enit. “Interventi concreti – ha commentato -che permetteranno di restituire al loro splendore chiese, monumenti e edifici storici di un territorio ricco di arte, per la cui salvaguardia sin dai primi giorni dal sisma i professionisti della tutela si stanno adoperando con professionalità, passione e spirito di servizio”.
 

Agibilità, a che punto siamo

Durante la conferenza stampa, il Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha reso noto che al momento sono stati effettuati 22.600 sopralluoghi, che hanno portato ad una agibilità del 50%. Gli altri edifici, che presentano diversi gradi di inagibilità, entreranno nel piano di ricostruzione.
 

I commenti delle imprese

Positivo il commento dell’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE). “La strada intrapresa con questo provvedimento ci sembra possa garantire un piano di interventi all’insegna dell’efficienza, della trasparenza e della legalità”, ha commentato il Vice Presidente Vicario, Gabriele Buia. Sulle risorse, Buia ritiene “apprezzabile lo sforzo che l’Esecutivo sta facendo per assicurare adeguata copertura finanziaria agli interventi”. L’Ance ha anche espresso condivisione per la scelta di estendere i controlli antimafia a tutti gli operatori economici impegnati nei cantieri della ricostruzione, sia per gli edifici pubblici che per quelli privati e per l’istituzione di una struttura di missione. “Siamo da sempre a favore delle white list”, ha affermato Buia, che chiede però “procedure veloci per l’iscrizione all’anagrafe affinché non ci siano ostacoli all’attività d’impresa, e non venga  alterato il regolare funzionamento del mercato”.

 

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