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NORMATIVA

Confedertecnica: ‘perché il Ministro Delrio non ci consulta sul correttivo Appalti?’

di Rossella Calabrese

‘Il Ministero ascolta solo i Consigli nazionali, che sono emanazione del Ministero della Giustizia, non sindacati dei professionisti’

Vedi Aggiornamento del 06/10/2016
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04/10/2016 - “Il Codice degli Appalti deve essere discusso in un tavolo con i rappresentanti dei Professionisti tecnici”. “Ma la Rete dei Professionisti è davvero l’interlocutore più adatto? E può essere un interlocutore unico?”.
 
Se lo chiede il Presidente di Confedertecnica, Calogero Lo Castro “con intento collaborativo e con rispetto per la disponibilità del Ministro Delrio a coinvolgere le professioni tecniche nella stesura dei regolamenti attuativi che accompagneranno l’adozione del nuovo Codice degli Appalti”.
 
“I Consigli nazionali degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geometri - prosegue Lo Castro - sono dirette emanazioni del Ministero della Giustizia (una anomalia tutta italiana!) e tra loro hanno originato - ed è stata una iniziativa validissima - un coordinamento tra i consigli nazionali che hanno chiamato Rete dei Professionisti. Dunque il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sta riconoscendo come unico interlocutore un organismo che di diretta emanazione del Ministero della Giustizia”.
 
“È un corto circuito che taglia fuori, curiosamente, la rappresentanza sindacale dei Professionisti tecnici riuniti in Confedertecnica, una voce terza e autorevole, storicamente audita come parte sociale nelle consultazioni di categoria, radicata da circa quaranta anni e presente su tutto il territorio nazionale”.
 
“Sarebbe un peccato - conclude il Presidente di Confedertecnica - se il confronto sui regolamenti attuativi che riguardano responsabilità, opportunità, diritti e doveri dei professionisti tecnici che tutti i giorni lavoreranno con il nuovo Codice, fosse discusso e emendato nel chiuso di una commissione interministeriale con la assoluta esclusione della rappresentanza sindacale di Confedertecnica”.
 

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