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NORMATIVA

Via libera al Regolamento edilizio tipo e alle 42 definizioni standard

di Paola Mammarella

Ok in Conferenza Unificata. Regioni e Comuni avranno un anno di tempo per uniformare le regole

Vedi Aggiornamento del 26/10/2018
21/10/2016 – Il Regolamento edilizio tipo si farà, ma ci vorrà un anno di tempo per farlo entrare a regime. La Conferenza Unificata di ieri ha dato il via libera allo schema di decreto contenente le 42 definizioni standardizzate e l’indice cui i Comuni dovranno attenersi per la redazione dei regolamenti.
 
L’indice e le definizioni standardizzate costituiranno l’ossatura dei regolamenti edilizi, ma non potranno modificare le previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti. Nel recepimento del regolamento edilizio tipo, le Regioni e i Comuni potranno quindi effettuare degli adattamenti in base alle loro specificità territoriali.
 

Regolamento edilizio tipo, i termini per il debutto

L’accordo sancito in Conferenza Unificata dà alle Regioni 180 giorni per recepire lo schema del Regolamento edilizio tipo e le definizioni standardizzate.
 
La palla passa poi ai Comuni, che hanno altri 180 giorni per adeguarsi. Si tratta di un termine massimo, perché le Regioni possono prevedere un lasso di tempo inferiore.
 

Regolamento edilizio tipo, il potere delle Regioni

In fase di recepimento, le Regioni possono specificare e semplificare l’indice del Regolamento edilizio tipo.
 
Il decreto prevede inoltre che le Regioni individuino le eventuali definizioni standardizzate in grado di incidere sulle previsioni dimensionali contenute negli strumenti urbanistici e, in via transitoria, possono adottare indicazioni tecniche per la loro corretta interpretazione.
 
Questo perché gli Enti locali hanno difeso le loro competenze regolamentari non solo per una questione di poteri, ma anche di caratteristiche territoriali che variano da Comune a Comune.

Un capitolo a parte è previsto per le Regioni a Statuto Speciale, in cui l'adeguamento sarà un'opzione praticabile solo se non si creeranno conflitti con le norme interne già esistenti. La versione precedente del testo stabiliva invece l'obbligo di allineamento al nuovo Regolamento edilizio unico.
 

Come sarà il Regolamento edilizio tipo

Secondo lo schema approvato, in ogni Comune il Regolamento edilizio si dividerà in due parti: un capitolo dedicato ai princìpi generali e uno alle disposizioni regolamentari comunali.
 
Tra i princìpi generali ci saranno la definizione dei parametri urbanistici ed edilizi, la definizione degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso, le procedure da seguire per ottenere e depositare i titoli abilitativi, la modulistica unificata completa di elaborati da allegare, i requisiti generali delle opere edilizie, cioè limiti di altezza, densità e distanze tra edifici, le regole per gli immobili vincolati.
 
Le disposizioni regolamentari comunali conterranno invece le procedure interne, le norme su qualità, sostenibilità e requisiti tecnici complementari. Ad ogni modo, si legge nel decreto, bisognerà perseguire gli obiettivi di semplificazione, igiene pubblica, estetica, incremento della sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e riqualificazione urbana.
 

Regolamento edilizio tipo, il commento del Ministero delle Infrastrutture

Subito dopo la Conferenza Unificata, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ha commentato: “E’ un passo molto importante l’adozione dello stesso lessico comune per l'edilizia nella pubblica amministrazione a livello nazionale, dove fino ad oggi si sono parlate lingue diverse tra un ente e l'altro anche a pochi chilometri di distanza. Oltre all'esigenza di parlare la stessa lingua c'era anche la necessità di superare l'eccessiva interpretazione della disciplina edilizia, anche qui con il paradosso che le stesse leggi statali o regionali hanno trovato applicazioni diverse in territori contigui”.
 
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