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RISPARMIO ENERGETICO

GreenItaly 2016, l’edilizia sostenibile porterà 400 mila posti di lavoro entro il 2017

di Alessandra Marra
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Fondazione Symbola e Unioncamere: in crescita le riqualificazioni ma il mercato del nuovo diminuirà nel tempo, fino a pesare il 2% nel 2050

Vedi Aggiornamento del 25/10/2017
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25/10/2016 – Il settore del green building ha già creato 236 mila posti di lavoro e potrebbe arrivare, calcolando l’indotto, a 400 mila entro il 2017, soprattutto grazie alle riqualificazioni.
 
A sostenerlo GreenItaly 2016, il settimo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, presentato a Roma lo scorso 21 ottobre.
 

Edilizia sostenibile: i numeri della crescita

Che l’edilizia verde posso portare alla creazione di nuovi posti di lavoro è dimostrato dai dati diffusi dal rapporto: il settore delle riqualificazioni è l’unico segmento a registrare un segno positivo nel campo delle costruzioni, crescendo negli ultimi due anni del 20% e rappresentando oggi il 70% del mercato complessivo.
 
Un contributo importante in questo senso è arrivato dalle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e quelle per gli interventi mirati all’efficienza energetica, di cui hanno usufruito, in modo diretto o indiretto, quasi la metà delle famiglie italiane.
 
Secondo le previsioni di GreenItaly questa tendenza è destinata a rafforzarsi in futuro: il mercato del nuovo diminuirà nel tempo, fino a pesare il 2% nel 2050, mentre quello della ristrutturazione sostenibile continuerà a crescere.
 
Per il 2016 si prevede un nuovo picco degli investimenti da credito di imposta ed ecobonus: 29.2 miliardi di euro, il 16% in più rispetto allo scorso anno. Tutto questo porterà a 436mila lavoratori dell’edilizia green, fra diretti e indotto, ben 61mila in più rispetto allo scorso anno.
 

Edilizia verde e riqualificazione del patrimonio esistente

Il Rapporto mostra come il settore delle riqualificazioni abbia molte opportunità di crescita in Italia “grazie” all’età avanzata e alle cattive condizioni delle case: nel nostro Paese oltre il 61% ha più di 40 anni e presenta un elevato consumo energetico (che va dal 40% al 45%).
 
Inoltre le abitazioni che hanno bisogno di un restayling sono il 55,4% di quelle presenti sul territorio nazionale e diventeranno 65,7 in 10 anni. Il 60% degli edifici è stato realizzato prima del 1976, quando è stata introdotta la legge sull’efficienza energetica, mentre il 25% non è mai stato sottoposto ad alcuna riqualificazione.
 
Con un intervento pesante, il risparmio energetico di un immobile può andare dal 30 all’80%, ma anche con leggeri miglioramenti, continui e graduali nel tempo, si può arrivare ad un risparmio del 10-20%. Complessivamente, i due miliardi di metri quadrati del patrimonio edilizio italiano che necessitano di riqualificazione energetica potrebbero generare 500 miliardi di euro per il settore dell’edilizia
 
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