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Lapitec sceglie i tre progetti frutto della collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Verona e la facoltà di Architettura a Ferrara

di Lapitec

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23/11/2016 - Taboo, Onda e Quinto Elemento, sono questi i nomi dei tre progetti realizzati dagli studenti universitari che hanno potuto conoscere in profondità il Lapitec nel corso dell’anno accademico. Sono tre interpretazioni creative delle potenzialità della pietra sinterizzata a tutta massa, applicate al mondo del design, dell’arredo e dello urban design.

 
Taboo è un concept – sviluppato dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Verona – che stimola la riflessione sugli stili di vita moderni, fatti di giornate sempre connesse, ricche di impegni professionali e personali, dove spesso la scrivania è il fulcro del nostro operare. Gli studenti di Verona hanno quindi pensato a oggetti da tavolo, con profilo esagonale, adatti a diventare porta smartphone e porta tazzina. L’estrema lavorabilità del Lapitec ha quindi permesso di realizzare intagli molto raffinati che valorizzano la funzione dell’oggetto, facendone emergere la bellezza materica.
 
Per Onda, invece, gli studenti di Ferrara hanno guardato a Oriente, precisamente al Giappone, cercando una sintesi creativa fra la tradizione artistica nipponica e l’antica sapienza delle lavorazioni del Marmo di Carrara. Da questo approccio è nato un tavolo che rivoluziona il concetto stesso di piano, perché rompe la linearità della superficie, creando sinuose onde. L’effetto è d’impatto perché unisce dinamismo e purezza estetica, essenzialità formale e complessità strutturale.
 
Quinto Elemento, infine, è una applicazione da esterno del Lapitec, ideata sempre dai futuri architetti che studiano a Ferrara. Si tratta di una struttura in grado di ospitare vasi, ma che può fungere da divisorio e da  elemento d’arredo per uno spazio all’aperto. Le lastre in pietra sinterizzata sono modulari e si incastonano in una struttura a pettine; il taglio delle singole lastre, in abbinamento con tutte le altre, crea una parete dalle forme morbide, con un effetto naturale e “vivo” molto suggestivo.  
 
«Il lavoro svolto insieme all’Università – commenta Gino Sartor, marketing manager Lapitec – è stato molto stimolante perché ha permesso agli studenti di conoscere un materiale innovativo e misurarsi con i processi di creazione di un prototipo. Oggi, infatti, è sempre più essenziale per un architetto o un designer aver chiaro quali sono le potenzialità del materiale e le sue peculiarità. Da parte nostra, è stato un momento di forte arricchimento creativo che di sicuro entra a far parte del bagaglio professionale aziendale».  

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Per i progetti si ringraziano:
Gian Luca Micheli, Maria Vittoria Modugno, Prof. Raffaello Galiotto - Onda
Benedetta Giancristofaro, Damiano Sommacal, Prof. Raffaello Galiotto – Quinto elemento
Ambra Aschieri, Sabrina Coppe, Silvia Volta, Beatrice Menapace, Prof. Francesco Benedetti - Taboo


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