Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Sblocca Cantieri, ecco l’elenco delle opere prioritarie
LAVORI PUBBLICI Sblocca Cantieri, ecco l’elenco delle opere prioritarie
AZIENDE

Tegole e coppi Wierer e Braas per coperture ‘a piccoli elementi’

di Monier

Commenti 2201
04/11/2016 - Tegole e coppi. I tetti che ci circondano sono generalmente coperti da ‘elementi piccoli’. Ecco alcune considerazioni per comprenderne il perché.

Una scelta storica
Il patrimonio architettonico - e non solo quello storico - intorno a noi è caratterizzato da coperture realizzate con una moltitudine di materiali: argilla, pietra, legno o impasti minerali.

Talvolta più ‘classiche’ altre volte contemporanee, le tegole, i coppi, le piccole lastre o le scandole, si sono evolute nel tempo, si sono distinte in funzione delle materie prime (che in origine dovevano essere facilmente reperibili in loco) e hanno dato luogo a soluzioni estetiche e funzionali differenti, ma sempre efficaci.

Questo si deve alla loro capacità di tenuta all’acqua, di resistenza alle sollecitazioni esterne e agli agenti atmosferici ma anche alla nota e comprovata affidabilità dovuta al fatto di basarsi su un sistema consolidato che si pratica da secoli, estremamente flessibile e adattabile alle diverse geometrie.

Tradizionale non significa ‘antiquato’
Nelle architetture di oggi, il desiderio di definire un edificio con nuove forme e volumi può indurre a scegliere altri tipi di materiali e di formati. Tuttavia anche nell’ambito dei manti di copertura a piccoli elementi sono disponibili soluzioni sorprendenti e innovative.
I principali vantaggi da conoscere:
La copertura ‘a piccoli elementi’, sotto il profilo estetico:
è adattabile alle diverse forme e geometrie ed è facilmente componibile
asseconda pendenze variabili e cambiamenti di direzione delle falde
può coprire ampie superfici
consente un’ampia scelta di materiali e colori
si declina in forme, colori e textures estremamente varie, che ‘muovono’ e rendono viva la sommità dell’edificio (la cosiddetta ‘quinta facciata’, come la definiva Giò Ponti)
si copre di quella piacevole ‘patina del tempo’ che è certamente un plus

La copertura ‘a piccoli elementi’, sotto il profilo funzionale:
è caratterizzata da una grande affidabilità (riparo dall’acqua e dalle intemperie anche violente, ottima resistenza agli sbalzi termici ed alle improvvise folate d’aria...)
dura a lungo nel tempo (80-100 anni o più) e ne sono una riprova i tanti casali, castelli ed edifici storici che costellano la nostra penisola
determina effetti benefici in termini di comfort igrotermico, sia d’estate, sia d’inverno
è stabile e sicura
si posa facilmente
consente una facile e veloce manutenzione con la semplice sostituzione degli elementi costituenti il manto
consente di realizzare abbaini, lucernari ed altri manufatti
è ricca di accessori e pezzi speciali
permette di evitare sprechi di materiale; il semilavorato del processo produttivo è totalmente riciclabile
non rilascia sostanze inquinanti nell’ambiente
è completamente riciclabile anche alla fine della sua vita d’esercizio
 

MONIER su Edilportale.com

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Superbonus 110%, lo conosci davvero? Scoprilo con il quiz! Partecipa