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LAVORI PUBBLICI

Affidamenti senza gara, bloccate le linee guida sui beni e servizi infungibili

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato ha chiesto di ripetere le consultazioni, avvenute quando era in vigore il vecchio Codice Appalti

Vedi Aggiornamento del 21/07/2017
08/11/2016 – Bisogna definire meglio il contesto normativo che consente l’affidamento di un servizio o l’acquisto di un bene senza gara. Il Consiglio di Stato, con un parere rilasciato nei giorni scorsi, ha bocciato le linee guida dell’Anac sui beni e servizi “infungibili”.
 
Il motivo, si legge nel parere, è il periodo in cui sono avvenute le consultazioni sul testo, cioè tra ottobre e novembre 2015, quando il provvedimento era già in cantiere, ma era ancora in vigore il vecchio Codice Appalti.
 
In quel periodo, osserva il CdS, c’erano requisiti meno stringenti sul significato di “infungibilità”. Allo stesso tempo, non erano ancora presenti istituti come la programmazione per servizi e forniture, le consultazioni preliminari di mercato e le nuove regole in tema di progettazione.
 

Servizi e beni infungibili

Secondo le linee guida dell’Anac, la Stazione Appaltante deve dimostrare che sul mercato non esiste nessun altro soggetto capace di svolgere quel compito. Deve quindi informare il mercato della sua volontà di bandire una gara pubblicando un avviso sul proprio sito web per almeno 15 giorni. In questo modo gli operatori interessati possono presentare delle proposte e l’Amministrazione può capire se esistono più concorrenti adatti o se ce n’è solo uno in grado di svolgere l’incarico.
 
L’Anac ha rilevato che le procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara ammontano a circa 15 miliardi di euro. Questo accade nel 50% degli appalti di servizi, nel 40% delle gare per l’acquisto di beni e nel 10% dei lavori pubblici. Una causa possibile è il lock-in, che si verifica quando le decisioni prese in passato dall’Amministrazione le tolgono la libertà di scegliere altri fornitori perché, ad esempio, sono stati sostenuti costi fissi non recuperabili, che quindi andrebbero persi se si cambiasse operatore.
 
Dato il volume di affari che ruota intorno ai beni e servizi infungibili e alle conseguenze derivanti dalle aggiudicazioni senza gara, il CdS ha chiesto di ripetere le consultazioni alla luce dei cambiamenti normativi che nel frattempo sono avvenuti.
 
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