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Correttivo Appalti, la Rete delle Professioni tecniche abbandona i tavoli Ance

di Paola Mammarella

Manca l’accordo con gli altri soggetti della filiera dell’edilizia sulla centralità delle attività di progettazione

Vedi Aggiornamento del 20/12/2016
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29/11/2016 – La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) ha abbandonato i tavoli della filiera dell’edilizia che stanno lavorando alle proposte per il correttivo al Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 
Il motivo è la mancanza di un accordo sulle modalità con cui risolvere alcune criticità, sulla centralità delle attività di progettazione, riscontrate nel nuovo Codice.
 

Codice Appalti, perché RPT ha abbandonato il tavolo sul correttivo

Come dichiarato da RPT in una nota stampa, sono tre, in particolare, le proposte della Rete su cui è mancato l’accordo:
- l’affidamento prioritario della progettazione esecutiva al vincitore di un concorso di progettazione, strumento il cui rilancio la RPT ritiene fondamentale;
- l’estensione del periodo entro il quale valutare i curricula dei concorrenti negli affidamenti di servizi di progettazione ed altri servizi tecnici e la contestuale valorizzazione delle esperienze formative specifiche sul settore del servizio in affidamento, al fine di non escludere dal mercato i giovani e gli operatori economici che non hanno avuto la fortuna di lavorare negli ultimi anni;
- la drastica riduzione del ricorso allo strumento dell’accordo quadro che, accorpando di fatto più lavori (servizi o forniture) per la partecipazione alle gare, impongono ai concorrenti il possesso di requisiti molto pesanti, contribuendo così a sbarrare l’accesso al settore dei lavori pubblici degli operatori economici medio-piccoli.
 
RPT ha anche espresso delle perplessità sulle deroghe al divieto di appalto integrato, che a suo avviso metterebbe a rischio la centralità del progetto.
 
“Consentire l’appalto di lavori in mancanza di una progettazione esecutiva – si legge nella nota - alimenta quei contenziosi che sono la principale causa del nostro triste primato internazionale sulle opere incompiute”.
 
“Comunque sia – afferma ancora la RPT - continueremo a confrontarci con le istituzioni competenti affinché il decreto correttivo possa superare le criticità del nuovo codice dei contratti, puntando sul documento condiviso con i nove Consigli Nazionali delle Professioni Tecniche. Siamo certi che ci saranno altri momenti di condivisione con tutti i soggetti della filiera dell’edilizia, al fine di raggiungere obiettivi comuni per il rilancio del settore dei lavori pubblici, purché  non vengano derogati principi fondamentali quali quello della centralità del progetto  nel processo di esecuzione di un’opera pubblica e quello dell’apertura del mercato ai giovani che hanno talento ed alle strutture  professionali medio-piccole, che costituiscono  più del 90% degli operatori economici del settore.”  
 

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