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NORMATIVA

Direttore lavori, bocciato il decreto attuativo del Codice Appalti

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato chiede al Ministero delle Infrastrutture di scrivere un testo più chiaro e schematico e di correggere i contrasti con il Codice

Vedi Aggiornamento del 16/05/2018
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08/11/2016 – Norme ripetitive, talvolta superflue o addirittura in contrasto con il Codice Appalti. È negativo il giudizio del Consiglio di Stato sul decreto del Ministero delle Infrastrutture, attuativo del Codice Appalti, che regola la direzione dei lavori.
 

Direttore dei lavori, l’impostazione del regolamento

I rilievi sono sia formali sia sostanziali. Il decreto doveva innanzitutto essere strutturato come un regolamento, adottato dal Mit in collaborazione con l’Autorità anticorruzione (Anac). Il ministero delle Infrastrutture invece ha approvato due articoli in cui, si legge nel parere del Consiglio di Stato, si è limitato a fare sue le linee guida adottate dall’Anac. In altre parole, le linee guida dovevano essere inglobate nel decreto del Mit, non allegate.
 
La formulazione, sostengono i giudici, è troppo discorsiva e spesso riproduce i contenuti del Codice. Dato che il decreto ha una funzione di completamento della norma di rango primario e che è quindi vincolante, il Mit avrebbe dovuto optare per un’impostazione più chiara e schematica.
 
Segnalato inoltre l’uso di terminologia non omogenea, che potrebbe creare dubbi in fase di applicazione, e disposizioni superflue, come l’obbligo di garantire una continua presenza in cantiere o il divieto di accettare incarichi dall’aggiudicatario.
 

Compiti del direttore dei lavori: contrasto col Codice Appalti

I giudici hanno segnalato una serie di disposizioni che contrastano col Codice Appalti.
 
In base al decreto Mit – Anac, è il direttore dei lavori che decide le tempistiche con cui riferire al RUP sulle attività di cantiere e l’andamento dei lavori, mentre la precedente normativa prevedeva che fosse lo stesso RUP a decidere la periodicità dei rapporti.
Il decreto stabilisce che entro 30 giorni dall’ultimazione dei lavori sia rilasciato il certificato di regolare esecuzione. Secondo i giudici questo aspetto dovrebbe essere trattato nella regolamentazione del collaudo.
 
Per il testo esaminato dal CdS è indifferente che l’incarico di direttore dei lavori, così come quello di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, siano affidati al personale interno della Pubblica Amministrazione o all’esterno. I giudici la pensano diversamente e hanno chiesto che l’affidamento all’esterno sia limitato ai casi in cui nella Stazione Appaltante manchino le professionalità adeguate.
 
Il CdS ha evidenziato che le verifiche sul subappalto spettano alla Stazione Appaltante, sentito il direttore dei lavori. Diversamente, il decreto prevede che i controlli siano svolti solo dal direttore dei lavori.
 
Nel testo, sottolinea infine il CdS, manca l’obbligo di comunicare all’Anac le inadempienze in materia di sicurezza sul lavoro.
 

Direttore dell’esecuzione

Per i servizi e le forniture, il Codice Appalti ha introdotto la figura del direttore dell’esecuzione del contratto. Il decreto Mit – Anac introduce a sua volta l’assistente del direttore dell’esecuzione, di cui invece non c’è traccia nel Codice Appalti.
 
Anche in questo caso, i giudici hanno chiesto di evitare le sovrapposizioni con il RUP.
 
Il decreto dovrà quindi essere riscritto.
 

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