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RISPARMIO ENERGETICO

Ance: ‘con la cessione del credito per le riqualificazioni rischiamo crisi di liquidità’

di Alessandra Marra

Costruttori contrari alla norma della Legge di Bilancio 2017 che prevede la cessione del credito alle imprese edili

Vedi Aggiornamento del 30/01/2017
08/11/2016 – Rivedere la cessione del credito d’imposta alle imprese esecutrici per interventi di riqualificazione energetica o di prevenzione sismica per evitare problemi di liquidità delle aziende edili.
 
Questo uno dei suggerimenti che l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) ha avanzato al Governo nel corso dell’audizione del 4 novembre scorso presso le Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato sul disegno di Legge Bilancio 2017.
 

Interventi di riqualificazione: no cessione del credito all’impresa

Il Vice Presidente Ance per l’Area Economico-fiscale-tributaria, Giuliano Campana, pur mostrando un generale apprezzamento per la manovra, ha mostrato perplessità sulla possibilità di cedere il credito relativo ad interventi di riqualificazione energetica o di prevenzione sismica alle imprese esecutrici dei lavori.
 
Secondo Campana bisogna intervenire per “scongiurare il rischio che la cessione del credito alle imprese esecutrici si traduca in una significativa contrazione della loro liquidità”. Costringere le imprese esecutrici a vedersi pagare con il credito d’imposta potrebbe creare problemi di cassa che metterebbero in discussione la possibilità delle stesse imprese di pagare i dipendenti, i fornitori e i subappaltatori.
 
Di conseguenza l’Ance ha chiesto l’impegno del Governo per garantire un recupero celere del credito ceduto, affinché ne sia assicurata la spendibilità. Ad esempio è stato proposto che la cedibilità del credito sia passata a soggetti diversi dall’impresa esecutrice dei lavori.
 

Agevolazioni per case efficienti

Il Vice presidente ha illustrato altre proposte per migliorare il provvedimento come “la necessità della proroga, almeno triennale, della detrazione del 50% dell’IVA per l’acquisto di case in classe energetica elevata”.
 
La misura, introdotta solo per il 2016, attenuava la disparità di trattamento tra chi acquista case usate energivore e chi acquista una casa nuova in classe A e B e si era rivelata utile per la ripresa del settore, premiando il comportamento virtuoso di chi compra case “verdi”.
 

Detassazione delle operazioni di permuta

L’Ance ha individuato altre misure che, a fronte di un minimo costo per l’Erario, garantiscono un importante effetto economico sul settore e su tutto l’indotto. Si tratta, nello specifico, della detassazione delle operazioni di permuta (casa vecchia a fronte di una casa nuova, sempre in classe A e B).
 
A questo scopo, dovrebbe essere garantito un regime di tassazione agevolata all’impresa che si rendesse disponibile ad acquistare in permuta l’abitazione usata del compratore, a condizione di riqualificarla e reimmetterla sul mercato con caratteristiche energetiche completamente rinnovate.
 

Incentivi per la riqualificazione urbana 

Inoltre sarebbe necessario favorire veri e propri processi di riqualificazione urbana consistenti nella “sostituzione edilizia”, che implicano la demolizione e ricostruzione dell’esistente, anche con incrementi volumetrici.
 
Infine, per incentivare l’avvio di piani complessi di riqualificazione urbana, dovrebbe essere introdotto un regime fiscale premiale (registro e ipo-catastali in misura fissa, pari a 200 euro ciascuna) per il trasferimento di immobili (aree o fabbricati) a favore delle imprese che intendano utilizzarli per la realizzazione o riqualificazione di edifici ad elevati standard energetici. I benefici sarebbero riconosciuti solo a condizione che, entro i successivi 5 anni, le imprese acquirenti abbiano costruito nuovi edifici o riqualificato i manufatti acquistati, con il conseguimento di una certificazione energetica in classe A o B.
 
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