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AMBIENTE

Fari, stazioni e ferrovie storiche nel Piano del Turismo 2017-2022

di Rossella Calabrese
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Tra gli obiettivi la diversificazione dell’offerta turistica e incentivi alla creazione di destinazioni alternative

Vedi Aggiornamento del 01/10/2019
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19/12/2016 - Diversificare l’offerta turistica, innovare il marketing del brand Italia, accrescere la competitività, migliorare la governance del settore. 

Sono questi i quattro obiettivi fondamentali del Piano Strategico del Turismo 2017-2022 presentato venerdì in Consiglio dei Ministri dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. In 100 pagine sono delineate le priorità per valorizzare un settore che vale 171 miliardi di euro, pari all’11,8% del Pil e al 12,8% dell’occupazione.
 
Il primo obiettivo - innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale - prevede: la realizzazione, in collaborazione con le Regioni, del primo Catalogo dei prodotti e delle destinazioni italiane; progetti innovativi di formazione delle guide del patrimonio storico e culturale con gli attrattori enogastronomici; la creazione di forme di percorrenza alternative (vie e cammini); il potenziamento dell’attrattività del sistema dei Siti Unesco e delle città della cultura.
 
Sono previsti, inoltre, incentivi alla fruizione responsabile di contesti paesaggistici diffusi anche attraverso il recupero a fini di ricettività di qualità del patrimonio demaniale dismesso quali fari, case cantoniere e stazioni, e la trasformazione dei grandi “landmark” italiani del turismo balneare e delle grandi città d’arte in “porte di accesso” ad altri territori emergenti, dalla grande capacità attrattiva ancora non espressa.

Il secondo obiettivo - accrescere la competitività del sistema turistico - consiste nello sviluppo di: intermodalità tramite collegamento dei nodi dell’AV (le Frecce) con le destinazioni di città d’arte tramite trasporto su gomma; valorizzazione delle ferrovie storiche in percorsi turistici; rifinanziamento del tax credit ristrutturazione per i prossimi tre anni; semplificazione e armonizzazione del sistema normativo; promozione dell’innovazione e della digitalizzazione.

Il terzo e il quarto obiettivo prevedono lo sviluppo di un marketing efficace e innovativo e di una governance efficiente e partecipata.
 
Altri punti fermi del Piano sono: la rivoluzione digitale, l’adeguamento della rete infrastrutturale, la riduzione degli oneri burocratici e fiscali, il miglioramento della quantità e della qualità dell’occupazione, la semplificazione del sistema normativo.
 
Particolare attenzione è riservata alla diversificazione delle mete turistiche per indirizzare i flussi turistici verso territori ricchi di potenzialità ancora inespresse, quali aree rurali, piccole e medie città d’arte, parchi naturali e marini.
 
“Un documento di svolta che rafforza l’idea di Italia come museo diffuso e, proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti” - ha detto il Ministro Franceschini.
 
Già approvato all’unanimità dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria il 14 settembre e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano il 15 settembre, il documento verrà ora trasmesso alle commissioni parlamentari di Camera e Senato per il relativo parere. 
 
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