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"Vita Nova" di Rosso Fornaro: un gioco tipologico di rilettura
ARCHITETTURA

"Vita Nova" di Rosso Fornaro: un gioco tipologico di rilettura

di Cecilia Di Marzo

Pulizia, rigore e semplicità tramite l'astrazione geometrica di schemi classici

21/12/2016 - Lo Studio di Architettura Rosso Fornaro ha curato la ristrutturazione dell'Edificio "Vita Nova" ubicato nel cuore del centro storico di Vercelli, in un ambiente ricco di storia.

“La filosofia del progetto” spiegano gli architetti “deve ricercarsi nella volontà di affrontare il problema della contestualizzazione con interventi formali di estrema pulizia, rigore e semplicità tramite l'astrazione geometrica di schemi classici.
Attraverso la dimensione delle aperture, la simmetria e l'uso dei materiali si è cercato di proporre uno stile di contemporanea classicità che ben si armonizza con l'intorno costruito.

I prospetti si presentano rigorosamente suddivisi in due zone. La prima costituita da un alto basamento interamente rivestito in lastre di gres ceramico, color grigio scuro stonalizzato, movimentato dall’uso di due formati differenti; mentre la parte rimanente ostenta uno schema estremamente austero: le pareti intonacate e tinteggiate di bianco avorio sono movimentate da un leggero disegno geometrico attraverso l’uso di scuretti rettilinei.

Le facciate sono impreziosite ed accentuate dalla lamiera stirata color oro satinato. I balconi ed i rivestimenti degli accessi, per contrasto materico, completano i rimandi stilistici di un'architettura che unisce il rigore classico al purismo contemporaneo.

I prospetti esterni, sia verso strada che su cortile interno, sono ispirati alla regolarizzazione formale derivante dall’uso di tipologie con aperture esterne (finestre e porte finestre) più consone al contesto edilizio circostante. Si è determinato il disegno delle facciate su un ritmo cadenzato regolare e sulla ricerca della simmetria. Le finestre sono state riunite in blocchi da tre, distanziati equamente da assi di simmetria determinati (ingressi).

L’opera, minimale e simbolica, cerca di inserirsi armoniosamente al contesto storico esistente attraverso un gioco tipologico di rilettura dei modelli architettonici consolidati, per raggiungere una modernità più ricercata.

Le facciate verso il cortile interno, sono caratterizzate da una serie regolare di portefinestre su lunghi balconi. I prospetti interni, intonacati, presentano fasce marcapiano e basamento in bande orizzontali bugnate e sono completamente tinteggiati di bianco.

La soluzione stilistica adottata ha cercato di accentuare, per contrappunto, il senso ed il carattere del luogo, attraverso materiali, forme e tecniche che aggiornino e proiettino verso il futuro i segni e i valori del passato.

Gli espliciti riferimenti stilistici del progetto qui presentato sono due famosissime opere: l’immobile “Goldman& Salatsch” a Vienna di Adolf Loos (1909) e l’edificio denominato “Bonjour tristesse” a Berlino di Alvaro Siza (1980), già citazione e omaggio allo stesso Loos”.  

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