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NORMATIVA

Codice Appalti, la crisi di Governo mette a rischio correttivo e norme attuative

di Paola Mammarella

La revisione deve essere completata entro il 19 aprile 2017, ma le dimissioni di Renzi potrebbero rallentare la corsa

Vedi Aggiornamento del 07/02/2017
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07/12/2016 – Il decreto correttivo del Codice Appalti dovrebbe essere approvato entro il 19 aprile 2017. In realtà il Codice Appalti non sta ancora spiegando tutte le sue potenzialità perché mancano all’appello diverse norme attuative. A complicare questa situazione di ritardo è sopraggiunta la crisi di Governo, con le dimissioni rassegnate da Matteo Renzi dopo i risultati del referendum costituzionale.
 

Correttivo Appalti

La legge delega con cui è iniziata la riforma dei contratti pubblici (L 11/2016) ha stabilito che entro un anno dall’approvazione del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) devono essere valutati gli effetti delle nuove norme ed elaborato un eventuale correttivo. Il termine per concludere l’operazione sarebbe quindi il 19 aprile 2017.
 
Fin da subito sono state sollevate diverse critiche e proposti aggiustamenti. Su alcuni il Governo aveva mostrato delle aperture. Si tratta della possibilità di portare da cinque a dieci anni il periodo di riferimento per ottenere la qualificazione Soa e di elevare a 2,5 milioni di euro la soglia per l’aggiudicazione degli appalti col prezzo più basso introducendo l’esclusione automatica delle offerte anomale con sistema antiturbativa.
 
Le imprese della filiera delle costruzioni ha chiesto anche una moratoria per l’appalto integrato in modo da poter mandare in gara i progetti validati prima dell’entrata in vigore del Codice. Su questo punto l’Esecutivo si è sempre mostrato scettico e la Rete delle professioni tecniche contraria.
 
Dal momento che si tratta di scelte politiche, l’iter delle modifiche subirà probabilmente un arresto e potrebbe essere chiesta una proroga del termine.
 

Linee guida e norme attuative

Anche se stanno già scadendo i termini per il correttivo, il Codice Appalti non è entrato pienamente a regime. Solo alcune delle linee guida attuative dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sono state adottate (servizi di ingegneria e architettura, offerta economicamente più vantaggiosa, Responsabile unico del procedimento, contratti sotto soglia, commissari di gara) mentre restano in sospeso quelle sul rating delle imprese e delle Stazioni Appaltanti, sul Direttore dei lavori e sul partenariato pubblico privato.
 
Situazione complicata anche per le attività dei ministeri. È stato approvato il Nuovo Decreto parametri bis (DM 17 giugno 2016) ed è in fase di pubblicazione il decreto sulle superspecialistiche. Ancora in alto mare, invece, il decreto sui livelli di progettazione, su cui si discute da mesi e che potrebbe subire ulteriori ritardi.

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