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NORMATIVA

Il Veneto proroga il Piano Casa al 31 dicembre 2018

di Paola Mammarella

La Regione chiarisce che gli interventi possono derogare alle distanze minime dei regolamenti comunali, ma non a quelle statali

Vedi Aggiornamento del 22/05/2018
Commenti 39009
22/12/2016 – Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la proroga del Piano casa al 31 dicembre 2018. La decisione è stata presa con largo anticipo, dato che la scadenza era prevista per il 10 maggio 2017, nell’ambito del collegato alla legge di stabilità regionale.
 
Con l’occasione il Consiglio Regionale ha anche chiarito che è consentita la deroga alle distanze minime contenute nei regolamenti edilizi comunali, ma non a quelle previste dalle norme statali.
 

Piano Casa Veneto e distanze minime

Il chiarimento si è reso necessario per l’alto numero dei contenziosi sorti nell’ultimo periodo. Spesso accadeva che i Comuni rigettassero i progetti che prevedevano deroghe alle distanze prescritte dai regolamenti comunali.
 
Dal momento che la Regione aveva già varato delle circolari interpretative della legge regionale sul Piano Casa, durante le liti il Tar aveva sempre dato ragione ai privati e ai progettisti. Negli ultimi mesi, però, la posizione del Tar è cambiata. I giudici hanno iniziato a respingere i ricorsi dei privati affermando che è necessario il rispetto dei regolamenti comunali.
 
La nuova interpretazione data dalla Regione dovrebbe fare chiarezza, ma è stata accolta con toni diversi dai componenti del Consiglio Regionale.
 

Piano Casa Veneto, i commenti

Secondo il consigliere regionale Andrea Bassi (Lista Tosi), “l’approvazione di questo emendamento ha permesso al Consiglio Regionale di riappropriarsi della facoltà di interpretare le norme da esso approvate: questa azione permette di dissipare ogni dubbio sul senso della stessa e contribuisce ad evitare la paralisi del settore edilizio”.
 
Secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, invece, “Mentre la Legge sul consumo di suolo giace dimenticata in qualche cassetto, la Maggioranza va avanti come un trattore, o una ruspa, abbattendo le tutele ambientali”.
 
Silvia Rizzotto (Gruppo Zaia Presidente) ha commentato “la proroga prevista consentirà di non lasciare un vuoto in attesa di un nuovo provvedimento sul Piano Casa”. Riguardo all’interpretazione ha affermato che “Con questa interpretazione si chiariscono alcuni dubbi che hanno portato alcuni comuni anche a rigettare o di annullare i provvedimenti, ed in questi casi quindi dovranno riesaminarli”.
 

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Altri commenti
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Gianluca

Quindi.....quindi dai, aspettiamo di vedere qualche nuova sentenza del TAR per farci un'idea. Ma non ci vuole mica un genio per capire che questa legge purtroppo con la scusa del "creare lavoro e rilanciare l'economia" ha invaso diritti e tutele del privato entrando a gamba tesa. Insomma i cinque metri esistevano per avere un equo rispetto fra le parti di quei famosi 10mt obbligatori fra pareti finestrate, un pò come è successo per i 3 metri previsti dal CC che sono diventati 1,50 ciascuno. Mah