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NORMATIVA Superbonus 110%, Conte: ‘intendiamo estenderlo anche oltre il 2021’
AMBIENTE

Rischio idrogeologico, a breve i 100 milioni di euro per i progetti

di Rossella Calabrese

Approvato l’indicatore per distribuire tra le Regioni le risorse per la mitigazione del rischio

Vedi Aggiornamento del 16/04/2019
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30/01/2017 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del 5 dicembre 2016 che definisce l’indicatore di distribuzione fra le Regioni delle risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico.
 
L’indicatore è stato calcolato tenendo conto della differente distribuzione del rischio idrogeologico sul territorio - individuato dall’Ispra sulla base di quattro sub-indicatori relativi a frane, alluvioni, erosione costiera e valanghe - e della molteplicità di fonti di finanziamento destinate al settore.

Il valore più alto (9,48%) è stato attribuito alla Lombardia, seguono l'Emilia Romagna con un indicatore pari a 7,83%, la Toscana con 7,74%, la Sicilia con 7,66% e il Piemonte con 7,6%.
 

Il rischio idrogeologico in Italia

Secondo il Rapporto Dissesto Idrogeologico in Italia” dell’Ispra, l’88% dei Comuni italiani è esposto al pericolo di frane e alluvioni. In questi Comuni vivono 7 milioni di abitanti, il 12% della popolazione totale del nostro Paese.

Degli oltre 7 milioni degli abitanti “a rischio”, circa 1 milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4) e 6 milioni in zone alluvionabili classificate a pericolosità idraulica media P2.
 

Il Fondo da 100 milioni di euro per la progettazione

Il criterio di ripartizione appena approvato servirà per predisporre il Piano nazionale di mitigazione e contrasto al rischio idrogeologico 2015-2023 e consentirà l’avvio delle procedure di finanziamento del Fondo per la progettazione da 100 milioni di euro.
 
Le modalità di accesso al Fondo e i criteri di valutazione degli interventi antidissesto sono stati definiti dal DPCM 14 luglio 2016. Le risorse saranno assegnate su base regionale attraverso graduatorie di progettazione degli interventi.
 
Il tassello mancante era appunto l’indicatore di riparto delle risorse su base regionale. Tale indicatore sarà oggetto di aggiornamento annuale, in considerazione del mutamento degli scenari di rischio a seguito degli interventi realizzati sui territori. 
 

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