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AMBIENTE

Il 2017 è l’anno dei borghi, ecco quelli da salvare in Centro Italia

di Paola Mammarella

Danneggiati da terremoti o altre calamità, ma ricchi di storia e cultura. Patrimoni architettonici da riscoprire e far tornare a vivere

Vedi Aggiornamento del 06/10/2017
Commenti 9458
06/02/2017 – È l’anno dei borghi. L’Enit, Agenzia nazionale del turismo, in collaborazione con le Regioni, ha dato il via, con l'hashtag #ItalianVillages, al racconto collettivo della bellezza di un’Italia meno conosciuta, ma più autentica perché fuori dai circuiti del turismo di massa.
 
Paesi piccoli, arroccati sulle montagne o a picco sul mare che hanno una cosa in comune: il patrimonio storico e architettonico, le tradizioni e, purtroppo, lo spopolamento dovuto a massicci flussi migratori verso condizioni di vita più semplici.
 
In generale, la riscoperta del valore culturale dei borghi e il progressivo ripopolamento deve fare i conti con la fragilità del territorio. Motivo per cui questi borghi vanno visitati, prima che possano letteralmente scomparire.
 
Un esempio è costituito dai centri distrutti, o comunque fortemente danneggiati, dai terremoti che, a partire dal 24 agosto 2016, hanno devastato il Centro Italia, privandolo di un enorme patrimonio culturale.
 
Si tratta di territori in realtà abituati ad eventi sismici e problemi dovuti al dissesto idrogeologico, tanto che centri abbandonati e rovine sono entrati a far parte del paesaggio, ma che fanno tornare attuale il tema della tutela e della prevenzione. Facciamo quindi un viaggio tra otto borghi situati nel cratere dei terremoti.
 

Castelli, Abruzzo

È costituito da un gruppo di case arroccate sullo strapiombo inaccessibile che lo circonda da tre lati. Frane e terremoti nella storia lo hanno sempre messo a dura prova, tanto che nel 1926 è stato eretto un muraglione di protezione che costituisce oggi il Belvedere. È famoso per la produzione di maioliche dipinte. Già nel cratere del terremoto del 2009, ha subìto altri danni all’architettura e alle fabbriche di ceramica con i recenti eventi sismici.
 Foto: borghipiubelliditalia.it
 

Civitella del Tronto, Abruzzo

Ritenuta una delle ultime città borboniche, che si oppose duramente all’unità d’Italia e alle truppe piemontesi, la sua fortezza è una delle più grandi e importanti opere di ingegneria militare d'Europa, caratterizzata da una forma ellittica con un’estensione di 25mila metri quadri ed una lunghezza di oltre 500 metri. I crolli dovuti al terremoto e al maltempo hanno seriamente danneggiato il borgo.
 Foto: borghipiubelliditalia.it
 

Visso, Marche

Nella chiesa di Sant’Agostino sono custoditi sei Idilli manoscritti di Giacomo Leopardi, tra cui “L’Infinito”. I monti Sibillini fanno da sfondo al centro storico che, oltre alla residenza estiva della famiglia Leopardi, ospita numerosi palazzi rinascimentali. Anche in questo caso, i crolli hanno danneggiato la vivace vita culturale.
 Foto: borghipiubelliditalia.it
 

San Ginesio, Marche

Anche in questo caso, il centro storico è quasi incastonato nei monti Sibillini. La chiesa della Collegiata, considerata gioiello della città, è stata seriamente danneggiata dal terremoto e oggi presenta numerose crepe.
 Foto: borghipiubelliditalia.it


Arrone, Umbria

Si trova su un colle roccioso lungo la riva sinistra del fiume Nera, a breve distanza dalla cascata delle Marmore. A causa del terremoto ha subìto crolli e molti monumenti sono stati chiusi.
 Foto: borghipiubelliditalia.it
 

Sellano, Umbria

Risalente all’epoca preromana, è ricco di opere e architetture del Cinquecento. Abituato ai terremoti che nel corso dei secoli hanno sconvolto il territorio, è circondato da centri disabitati e rovine storiche. Dopo il terremoto del 1997, i dintorni hanno un’altra caratteristica: le casette prefabbricate che non sono state mai rimosse. Una disattenzione amministrativa o una dimenticanza tristemente profetica.
 Foto: borghipiubelliditalia.it
 
Chiudiamo questa breve rassegna con due borghi di fama internazionale praticamente annientati dagli ultimi eventi sismici.
 

Norcia, Umbria

Conosciuta per le architetture del XIII secolo, la tradizione enogastronomica e gli impianti sciistici sulle montagne circostanti. 
 Foto: borghipiubelliditalia.it

Il suo centro storico è stato devastato dal terremoto di ottobre 2016, soprattutto Corso Sertorio e piazza San Benedetto.
 Foto: Ansa 
 

Amatrice

Famosa anche per la tradizione culinaria, era costituita da 7 vie parallele e 2 che si intersecano ortogonalmente, una piazza e un corso principale. Il centro storico era caratterizzato da una serie di fortificazioni. 
 Foto: borghipiubelliditalia.it

È stata rasa al suolo dal sisma del 24 agosto e dalle scosse successive. L’intenzione è quella di ricostruirla secondo la logica del “tutto com’era dov’era”.
 Foto: Instagram

 

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Altri commenti
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Delusa

In Umbria esiste una Legge Regionale n. 18/2002 in materia di prevenzione sismica che non ha avuto seguito per carenza di finanziamenti. Per i privati sarebbe necessario accedere a mutui agevolati e rimborsabili oltre i 20 anni secondo il reddito e che i governi garantiscono per loro.....dato che alle banche abbiamo dato 20 miliardi. Il bonus fatto necessita di avere soldi da anticipare che i privati non hanno. Speriamo che ci vada bene con le scosse :(((