Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Bando Periferie 2016, a che punto siamo

di Rossella Calabrese

Entro il 28 febbraio le convenzioni con Palazzo Chigi per i primi 24 progetti. A breve le risorse per i restanti 96

Vedi Aggiornamento del 17/10/2017
13/02/2017 - Sembra procedere secondo la tabella di marcia il finanziamento e l’attuazione dei 120 progetti vincitori del Bando Periferie. Il 31 gennaio scorso il presidente del Nucleo di valutazione per il Programma straordinario di riqualificazione delle periferie urbane, Paolo Aquilanti, ha fatto il punto della situazione in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta su sicurezza e degrado delle città.
 

Il Bando Periferie

Il ‘Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia’ è stato istituito dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015, commi da 974 a 978) con una dotazione finanziaria inziale di 500 milioni di euro.
 
Il Bando (Dpcm 25 maggio 2016) ha definito le modalità e procedure per la presentazione dei progetti da parte dei Comuni e delle Città metropolitane e ha fissato i tetti massimi della quota di finanziamento statale per ciascun ente: 18 milioni di euro per i comuni capoluogo e 40 milioni di euro per le Città metropolitane.
 
I comuni capoluogo e le Città metropolitane hanno quindi avuto tempo fino al 30 agosto 2016 per candidare i propri progetti. Ne sono stati presentati in tutto 120, da parte di 13 città metropolitane e 107 comuni capoluogo di provincia. Eccone alcuni.
 
A settembre 2016 è stato costituito il Nucleo per la valutazione dei progetti, composto dal presidente Aquilanti e da sei esperti designati da Regioni, Comuni, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Università.
 
A novembre 2016, il Governo ha deciso di finanziare tutti i progetti presentati, aggiungendo 1.600 milioni di euro alla dotazione iniziale di 500 milioni, per un totale di 2,1 miliardi di euro. Il 5 gennaio 2017 è stata pubblicata la graduatoria, che comprende tutti i 120 enti partecipanti.
 

I 120 progetti presentati

I progetti presentati - ha spiegati Aquilanti - tendono a individuare le potenzialità dei territori urbani di riferimento, a rafforzare la mixité sociale e a rispettare l’ambiente, mettendo in atto i princìpi del costruire sostenibile e della riduzione, o addirittura dell’assenza di consumo di suolo. Riguardano diversi aspetti dell’uso degli spazi per valorizzare il patrimonio edilizio esistente, realizzare nuovi servizi adatti alle esigenze legate alla salute e all’invecchiamento della popolazione, promuovere forme di partenariato pubblico-privato e di concertazione.
 
Tuttavia, solo il 10% delle proposte è a livello di progetti esecutivi, il 13% di progetti definitivi, il 77% di studi di fattibilità o progetti preliminari. Per completare la progettazione di questi ultimi può essere utilizzata parte della quota di finanziamento statale assegnata al progetto.
 
Il 31% dei progetti prevede tempi di attuazione fino a due anni, il 44% un tempo fino a tre anni, il 25% fino a quattro anni, il 20% superiore a 48 mesi, con punte di 72 mesi in due casi. Questo dato è decisivo per la fattibilità degli interventi che dovranno essere oggetto di progettazione esecutiva entro 60 giorni dalla sottoscrizione delle convenzioni.
 

Le risorse per attuare i progetti

Il valore finanziario complessivo dei progetti presentati - ha detto Aquilanti – è di 3.881.000.000 euro. La richiesta di finanziamento a carico del Bando Periferie ammonta a 2 miliardi 61 milioni, la parte restante è costituita da altre fonti di finanziamento pubblico, in primo luogo degli stessi enti interessati, o da cofinanziamenti privati.
 
Come già detto, i primi 24 progetti sono finanziati con gli iniziali 500 milioni di euro stanziati dalla Legge di Stabilità 2016. Entro il 28 febbraio 2017, gli enti stipuleranno con la Presidenza del Consiglio le convenzioni relative alla realizzazione e al finanziamento dei progetti.
 
Agli altri 96 progetti, per un fabbisogno di 1,6 miliardi di euro, ci ha pensato la Legge di Bilancio 2017: attingendo, per il biennio 2017-2018, da due canali:
 
- 800 milioni di euro arriveranno dal Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. La Presidenza del Consiglio ha già inoltrato al Ministero dell’economia e delle finanze la richiesta della somma complessiva; alla ripartizione si procederà con un Dpcm.
 
- 800 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020. La Presidenza del Consiglio ha avviato l’istruttoria relativa all’assegnazione delle risorse che saranno poi assegnate con delibera CIPE. L’istruttoria è in corso di perfezionamento e si confida di poter sottoporre la proposta al CIPE già in occasione della prossima seduta, prevista entro le prime due settimane di febbraio
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
BIM: professionisti italiani, siete pronti? Leggi i risultati