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AZIENDE

Tecnologie e dispositivi antisismici per il miglioramento sismico delle strutture prefabbricate

di Reglass H.T.

Il caso Sismocell al Workshop di Confartigianato La Spezia

06/03/2017 - Sismabonus e tecnologie e dispositivi antisismici per il miglioramento sismico delle strutture prefabbricate saranno tra gli argomenti trattati nel corso del Workshop di Confartigianato La Spezia che si terrà il 14 marzo alle ore 16.00-18.00 (Via Fontevivo, 19 - 19125 La Spezia).

L’incontro è rivolto a imprenditori, artigiani, responsabili per la sicurezza dei luoghi di lavoro e tecnici professionisti, con lo scopo di fornire una panoramica sulle soluzioni tecnologicamente più avanzate per il miglioramento sismico degli stabilimenti produttivi con focus particolare sull’impiego di dispositivi antisismici.
 
Programma
 
15.45   Registrazione dei partecipanti
16.00  Il rischio sismico e la normativa di prevenzione infortuni - Enrico Taponecco, Confartigianato Imprese La    Spezia
16.15   SismaBonus: le agevolazioni fiscali per cittadini ed imprese - Katia Orsetti, Confartigianato Imprese La Spezia
16.30  La riduzione del rischio sismico negli edifici prefabbricati che ospitano attività produttive: il caso Sismocell, funzionamento ed applicazioni - Andrea Vittorio Pollini, Sismocell-Reglass H.T.
17.00  Interventi di adeguamento e miglioramento sismico: i dispositivi antisismici per la sicurezza degli edifici  esistenti -  Devis Sonda, Miyamoto International, sede Milano
17.30   Conclusioni e dibattito
 
I RIFERIMENTI NORMATIVI IN MATERIA FISCALE E DI SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO
Quasi tutto il territorio italiano è classificato a rischio sismico. Dunque, l’esigenza di limitare i danni di un possibile terremoto interessa vaste aree del Paese. In seguito alle ultime scosse che hanno colpito il Centro Italia e nell’ottica di favorire un efficace e generale piano di prevenzione, il legislatore ha così previsto incentivi fiscali (Legge di stabilità varata a nov. 2016) a beneficio di chi investe in opere di miglioramento e adeguamento sismico degli edifici. Si tratta di detrazioni fiscali stabilite in misura crescente e pari al 50-70-80-85% della spesa, a seconda del livello di miglioramento sismico che si intende ottenere. 

Quando nello specifico, si parla di strutture produttive entra in gioco anche l’esigenza di salvaguardare l’economia dei territori e l’obbligo del datore di lavoro di tutelare la sicurezza dei suoi dipendenti da tutti i rischi (D.lgs 81/2008art. 17), dunque anche da quello del terremoto.
 
MIGLIORAMENTO SISMICO DELLE STRUTTURE PRODUTTIVE
Tra le varie tecnologie disponibili ve ne sono alcune che, con interventi semplici e relativamente poco onerosi, consentono di mettere in sicurezza le attività produttive con opere poco o per nulla invasive ma estremamente efficaci.
 
I dispositivi antisismici
Le tecnologie che prevedono l’applicazione di dispositivi antisismici rappresentano la vera avanguardia per la messa in sicurezza degli edifici. Di varie tipologie e molteplici principi di funzionamento sono di adozione ancora poco diffusa in Italia ma il loro impiego garantisce innumerevoli vantaggi.

A cosa servono: sono impiegati per modificare e migliorare la risposta sismica di una struttura nell’ambito di nuove costruzioni o per il miglioramento e l’adeguamento sismico di edifici e infrastrutture esistenti.
Come funzionano: consentono di concentrare sui dispositivi stessi il danno provocato dai terremoti preservando la struttura.
I vantaggi: l’applicazione dei dispositivi consente quindi, in caso di terremoto, di ridurre drasticamente i danni all’edificio permettendo di concentrare il danneggiamento sui dispositivi stessi e mantenendo integra la struttura oltre, naturalmente, a garantire la sicurezza delle persone.

Il loro utilizzo sul patrimonio esistente, limita l’invasività delle opere – ad esempio evitando interventi sulle fondazioni -, e riduce drasticamente i casi in cui è necessario interrompere l’attività lavorativa.
 
Gli interventi tradizionali
La normativa di riferimento, impone essenzialmente la tutela della vita umana senza prendere in considerazione la salvaguardia del patrimonio aziendale. L’approccio tecnico più tradizionale prevede che l’edificio costruito secondo criteri antisismici, sia esso stesso in grado di dissipare l’energia dell’azione sismica. In termini più concreti: è la struttura portante i carichi verticali a dover essere dimensionata anche per le azioni sismiche, dissipando l’energia sismica con la plasticizzazione controllata in punti precedentemente previsti dal progettista.

L’applicazione di questo criterio ha come conseguenza che le strutture, dopo l’evento sismico - pur avendo tutelato vite umane ed essendosi quindi comportate in modo conforme alla legge -, risulteranno danneggiate. A volte a tal punto da richiedere importanti ripristini o addirittura la demolizione dell’edificio.
 
CONCLUSIONI
Preservare le strutture produttive significa sicurezza per i dipendenti, rapida ripresa dell’attività produttiva, minime ripercussioni sull’occupazione e salvaguardia del patrimonio aziendale.

Un dato significativo: il 90% delle Pmi che non riprende l’attività entro una settimana dal verificarsi della calamità naturale, fallisce entro l’anno (Dati Università di Padova). Ecco perché conviene intervenire e perché un’adeguata conoscenza delle moderne tecniche di intervento può facilitare scelte più consapevoli ed efficaci.
 
Riferimenti normativi
Ntc 2008, norme tecniche sulle costruzioni – D.M. 14 gennaio 2008
D.lgs 81/2008: Testo Unico in materia di prevenzione infortuni nei luoghi lavoro
Sismabonus - Legge di Stabilità 2017: prevede il recupero fino all’85%, grazie a un credito di imposta, della spesa da effettuarsi su un arco temporale di 5 anni per l’adeguamento o il miglioramento sismico degli edifici.
 
Reglass H.T. su Edilportale.com
 

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Altri commenti
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Rocco Nolfo, geometra.

Piuttosto che un commento, pongo una domanda. trattasi di un fabbricato di civile abitazione in Regione Umbria sottoposto a ristrutturazione e ampliamento con permesso di costruire approvato e rinnovato nel corso degli anni 2002-2009, i cui lavori non sono stati completati e l'immobile non ancora accatastato a causa della non conformità del fabbricato rispetto allo stato assentito. A prescindere dalla sanatoria da effettuare, in tali condizioni, il fabbricato in questione è obbligato ad osservare le N.T.C. di cui al D.M.14.1.2008 ovvero 17.1.2018 con relative disposizioni di adeguamento antisismico per la Regione Umbria?