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LAVORI PUBBLICI

Appalti, Anac: ‘difficile redigere il Correttivo dopo un anno’

di Paola Mammarella

Molte disposizioni del Codice non sono ancora operative. Cantone propone di portare a tre anni il periodo di valutazione

Vedi Aggiornamento del 06/09/2017
31/03/2017 – Sono diverse le disposizioni del Codice Appalti che non sono ancora diventate operative perché mancano i decreti attuativi. Nonostante ciò sta scadendo il prossimo 18 aprile il termine di un anno per l’approvazione del Correttivo.
 
“Un errore di fondo” ha dichiarato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente della Camera e Lavori Pubblici del Senato. Il termine di un anno per la valutazione degli effetti del nuovo Codice degli Appalti è, secondo Cantone, troppo breve e sarebbe quindi auspicabile un periodo di valutazione triennale. Proposta condivisa anche dal presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci.
 
Ecco alcuni aspetti che, per mancanza di tempo, non sono stati valutati adeguatamente e che, sostiene Raffaele Cantone, potrebbero costituire dei rischi anche se rappresentano scelte coraggiose e hanno un potenziale positivo.
 

Subappalto, tema a rischio

“Il subappalto nel nostro paese - ha spiegato Cantone - ha avuto spesso un ruolo rilevante per le infiltrazioni criminali”. Rispetto al Codice Appalti, la norma è stata profondamente modificata, prevedendo che il tetto del 30% sia calcolato sull’importo della categoria prevalente e non sull’intero contratto e che sia la Stazione Appaltante a decidere se richiedere l’indicazione della terna dei subappaltatori. Secondo Cantone, nessuna Stazione Appaltante avrà interesse a richiederla.
 

Sotto i 40mila euro solo verifiche sul Durc

L’articolo 36, comma 5 prevede che per gli affidamenti di importo inferiore a 40mila euro, ai fini dell’aggiudicazione le Stazioni Appaltanti controllino solo il Durc. Questo significa, ha spiegato Cantone, che non ci saranno più verifiche sui precedenti penali, rischiando di favorire fenomeni di infiltrazioni criminali.
 

Durc di congruità, scelta coraggiosa

Il presidente dell’Anac ha giudicato “coraggiosa” la scelta di introdurre il Durc di congruità. In base al Correttivo, in fase del rilascio del Durc, gli enti previdenziali e assicurativi verificheranno se, in relazione a un’opera, la manodopera a disposizione della ditta che ha vinto l’appalto è in grado di svolgere quelle attività. Allo stesso tempo, sostiene Cantone, questa previsione rischia anche di bloccare il sistema degli appalti o comunque allungare i tempi, nel senso che rischia di avere un impatto particolarmente gravoso sugli organismi previdenziali.
 

Varianti, 'norma assolutamente inapplicabile'

Il Correttivo stabilisce che l’Anac controlli la legittimità delle varianti entro 30 giorni. Un termine che Cantone ha definito “assolutamente inapplicabile”. “Si rischia – ha messo in guardia il presidente - che venga scambiato il silenzio dell’Anac per assenso quando invece l’Autorità non si esprime per mancanza di tempo”. 
 

Più concorrenza nelle procedure negoziate

Il Correttivo stabilisce che per i lavori di importo compreso tra 40mila e 150mila euro, si potrà attivare la procedura negoziata previa consultazione di almeno dieci operatori economici, mentre il Codice Appalti ne prevede cinque. Nei servizi e nelle forniture, l’allargamento della platea degli invitati da cinque a dieci sarà possibile solo al di sopra delle soglie comunitarie (209mila euro). Secondo Raffaele Cantone, questa differenza dovrebbe essere eliminata. Per i lavori di importo compreso tra 150mila euro e un milione di euro dovranno essere invitati almeno quindici operatori economici. Al momento il Codice Appalti ne prescrive dieci.
  

Più spazio al massimo ribasso

“L’articolo 95 – ha sottolineato Cantone - prevede un meccanismo di ampliamento del sistema del massimo ribasso che va incontro ad una serie di richieste del mondo dell’impresa”. A detta del presidente dell’Anac, non viene messo in discussione il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma si cerca di rendere le procedure più veloci.
 

Concessioni, 'meccanismo di controllo aleatorio'

Nelle concessioni senza gara, lo ricordiamo, bisogna appaltare con gara l’80% delle lavorazioni, mentre il 20% può essere affidato in house. A detta di Cantone, sull’argomento sono intervenute troppe deroghe. Dato che le verifiche sul rispetto dei limiti non sono annuali, ma quinquennali, il presidente Anac ritiene che “una tale disposizione renderebbe aleatorio il meccanismo del controllo”.
 
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