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Correttivo Appalti, Finco: ‘si rischia la controriforma’

di Paola Mammarella

Denunciato il rischio di indebolimento delle superspecialistiche e passi indietro su subappalto e manutenzioni in house

Vedi Aggiornamento del 05/04/2017
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08/03/2017 – Non si capisce perché il Correttivo al Codice Appalti modifichi “tali e tanti punti nevralgici, compiendo un gigantesco passo indietro ed imprimendo al provvedimento l’impronta di una vera e propria controriforma”. Così la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni (Finco) in una lettera inviata al Governo.
 
“Gli aspetti più eclatanti  di tale involuzione - si legge in una nota diramata da Finco - riguardano: l’ampliamento dell’area del subappalto “libero” (Art. 105 c.2 Codice), l’allargamento delle maglie dell”in house per le manutenzioni (Art. 177 c.1 Codice) poste in essere dalle società concessionarie delle autostrade, l’indebolimento delle lavorazioni superspecialistiche (Art.89 c.11 Codice) e della qualificazione in generale (Art.105, c. 22 Codice), con la possibilità di utilizzare i lavori non eseguiti ma subappaltati per acquisire le certificazioni SOA”.
 
“La Legge Delega – spiega Finco -  ha dato la possibilità di modificare il nuovo Codice degli Appalti, ritenendo con ciò di fornire un’opportunità di ulteriore adeguamento delle norme rispetto alla complessa realtà degli appalti, ma questo Decreto Legislativo correttivo appare incomprensibile oltre che gravemente in contrasto, su taluni punti, con il lavoro svolto dal Legislatore dello stesso Esecutivo in precedenza”.
 

Qualificazione nelle categorie superspecialistiche

“È fondamentale chiarire che i requisiti richiesti alle attività superspecialistiche non sono funzionali alla sola qualificazione, ma anche alla successiva esecuzione delle attività appaltate dal momento che il nuovo Codice non riprende letteralmente l’art. 40 del D Lgs 163/06. Si potrebbe, infatti, correre il rischio, scrive Finco, che i requisiti di specializzazione vengano richiesti per la sola fase di qualificazione e non anche per quella di esecuzione, vanificando la ragione stessa del loro esistere”.
 

Subappalto

Per quanto riguarda il subappalto, Finco ritiene che sia necessario calcolare il limite del 30% su tutto l’importo del contratto e non solo sulla categoria prevalente. “Il subappalto – sostiene Finco nella lettera al Governo - se non limitato nella sua applicazione continuerà a rappresentare uno degli anelli più deboli della catena degli appalti, legato com’è, non necessariamente ma assai frequentemente, ad incompetenza, approssimazione, lavoro irregolare oltre a costituire veicolo privilegiato per infiltrazioni malavitose”.
 
“La vigente previsione della limitazione del 30% del subappalto all’interno dell’ammontare dell’appalto – incalza Finco - rappresenta appena un accettabile “compromesso” tra la libertà di organizzazione dei fattori della produzione, rivendicata dalle imprese appaltatrici, e la necessità della stazione appaltante di avere consapevolezza degli operatori economici realmente presenti in cantiere e delle loro capacità operative. Del resto, quello del subappalto è istituto che, a fronte della grande varietà di soluzioni tecnico-organizzative oggi possibili (dal raggruppamento temporaneo orizzontale e verticale, alle reti di impresa, ai consorzi delle più svariate tipologie, all’avvalimento) dovrebbe, al pari dell’avvalimento, essere superato perché rappresenta una modalità di esecuzione dell’appalto “insana” e non sempre tecnicamente valida”.
 
I riferimenti ad un quadro europeo di piena libertà nel subappalto - conclude Finco sull'argomento - sono delle forzature che non tengono conto del “rischio Paese”.
 

Manutenzioni ordinarie in-house

“La possibilità di mantenere in house le manutenzioni ordinarie (che rappresentano pressocchè il 100% dell’attività dei concessionari autostradali negli ultimi anni) ed i lavori eseguiti direttamente dai concessionari rappresenta - scrive Finco - un chiaro modo di aggirare i limiti imposti, giustamente, dal Codice alle attività senza gara. La previsione andrebbe, quindi, cassata”.
 

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