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Correttivo Appalti, ecco le nuove condizioni per salvare l’appalto integrato

di Paola Mammarella

Sanatoria per i progetti definitivi che riusciranno ad essere mandati in gara entro diciotto mesi. Il Parlamento annuncia battaglia

Vedi Aggiornamento del 31/03/2017
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07/03/2017 – Prende forma la sanatoria, chiesta da molti e contestata da altri, sull’appalto integrato. La bozza di decreto “Correttivo” inviata alle Camere consente di salvare i progetti elaborati in base alla vecchia normativa, ma poi rimasti bloccati perché il nuovo Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) ha vietato l’appalto integrato senza prevedere un periodo transitorio.
 

Appalto integrato con progetto definitivo

Le procedure potranno essere recuperate solo nel caso in cui le Stazioni Appaltanti abbiano approvato i progetti definitivi entro il 19 aprile 2016, data di entrata in vigore del nuovo Codice Appalti. Potranno quindi essere rispolverati anche i progetti esecutivi, che richiedono un grado di approfondimento maggiore rispetto al definitivo. Niente da fare, invece, per i progetti preliminari. Queste procedure saranno archiviate.
 

Appalto integrato, diciotto mesi per la sanatoria

Il livello di progettazione non sarà l’unico parametro da tenere in considerazione. Le Stazioni Appaltanti dovranno bandire le gare entro 18 mesi dall’entrata in vigore del Correttivo. Se non si rispetterà questa deadline, si perderà l’ultima possibilità di sanatoria.
 

Appalto integrato, cosa prevede il Correttivo

Superata la questione dei progetti in sospeso, il Correttivo ammette l’appalto integrato nelle gare di importo superiore a 100 milioni di euro (la prima versione del Correttivo aveva fissato il limite a 150 milioni di euro). La scelta della Stazione Appaltante dovrà comunque essere motivata dalla particolare complessità delle lavorazioni. 
 

Appalto integrato, i pareri contrari

Se da una parte le imprese coinvolte hanno spinto per ammorbidire il divieto di appalto integrato, dall’altra questa inversione di tendenza ha suscitato dei pareri contrari. È il caso della deputata Pd Raffaella Mariani, che sarà relatrice in Commissione Ambiente della Camera, e del senatore Pd Stefano Esposito. Entrambi hanno affermato che, prima di giungere ad un parere sul Correttivo, condurranno un attento confronto con i principi contenuti nella Legge delega (Legge 11/2016). Al momento, quindi, il parere del Parlamento sembra negativo.
 

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