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PROGETTAZIONE

Architettura, innovazione, sperimentazione, recupero

di Alessandra Marra

Marco Imperadori ai Talk Architettura e Luce a Made expo 2017

Vedi Aggiornamento del 23/06/2017
10/03/2017 - "Small is more": sperimentare nuovi piccoli progetti attenti all'efficienza energetica e alla sostenibilità attraverso la commistione tra luce naturale e recupero di materiali di scarto. 

Così Marco Imperadori, docente del Politecnico di Milano, ha sintetizzato i suoi progetti oggi ai Talk di Architettura e Luce nello spazio Velux a Made expo.

Le potenzialità dei piccoli progetti
Imperadori ha esposto le potenzialità nascoste nei piccoli progetti dal forte valore sociale e ambientale in grado di facilitare il raggiungimento di elevati standard energetici anche con interventi  che si configurano con leggerezza.

Leggerezza e sostenibilità sono state declinate dal professore attraverso alcuni dei progetti realizzati insieme ai suoi studenti come il piccolo padiglione AkragaShelter ad Agrigento che protegge, con una leggera tettoia, i resti di un antico ritrovamento archeologico, alcune strutture ideate per lo svago dei bambini realizzate con i contenitori di ricotta e sushi e, infine, un piccolo teatro per ragazzi costruito con pannelli in cartone multistrato pressato. 

Luce ed efficienza energetica
Dopo aver illustrato i lavori realizzati in collaborazione con gli studenti, Imperadori si è concentrato sul progetto C-ASA, un piccolo ufficio per lo sport del Politecnico di Milano realizzato con pannelli di X-lam, teli tecnici traspiranti a protettivi e un cupolino zenitale per illuminare l'ambiente e favorire la ventilazione.

Per massimizzare l'efficienza energetica della struttura Imperadori ha pensato un doppio funzionamento a seconda delle stagioni; l'edificio è completamente sigillato durante l'inverno (prendendo aria solo dal sistema di ventilazione meccanica forzata) e durante l'estate è garantita la ventilazione naturale attraverso l'effetto camino innescato dal cupolino zenitale.

Infine sostenibilità e recupero si uniscono nel progetto Ski Yurth in Africa,cioè una "capanna moderna" realizzata con una struttura portante fatta da sci vecchi, un telo protettivo (sia per proteggere dal caldo che dal freddo tipico dei climi equatoriali), un pilastrino centrale e un cupolino zenitale in sommità.

 
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