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PROGETTAZIONE

Centro Italia, a San Ginesio una scuola per ricostruire la comunità

di Rossella Calabrese
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Il progetto del campus firmato dall’Università Politecnica delle Marche: 4 istituti, piazza, palestra e auditorium

Vedi Aggiornamento del 14/07/2017
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27/03/2017 - È firmato dall’Università Politecnica delle Marche il progetto di ricostruzione del campus per 445 studenti nel centro storico di San Ginesio (Mc).
 
L’intervento proposto riunisce in un’unica sede quattro diversi istituti scolastici: una scuola dell’infanzia, una scuola primaria, un IPSIA e un IIS oggi dislocati all’interno del centro storico di San Ginesio e che risultano inagibili dopo gli eventi sismici.
 
Il progetto per il nuovo complesso scolastico di San Ginesio - che segue quello dello Iuav di Venezia per la scuola di Caldarola (Mc) consegnato pochi giorni fa - è il secondo più grande tra quelli scelti da Vasco Errani, Commissario Straordinario per la ricostruzione nei territori dei comuni interessati dai terremoti di agosto e ottobre 2016, frutto di una convenzione con la CRUI (Conferenza dei Rettori d’Italia).
 

Il nuovo campus di San Ginesio

Il progetto vuole creare un polo scolastico ricostruendo un sistema di spazi pubblici che prima non c’era ma valorizzando le preesistenze: sono previsti due edifici differenti e autonomi per ospitare i due istituti secondari di secondo grado rispetto alla scuola per l’infanzia e primaria. Tra i due nuovi complessi scolastici si colloca l’edificio della palestra delle scuole superiori e l’auditorium.
 
Verrà realizzata una piazza che diventa uno spazio per ricostruire un tessuto urbano, un centro di relazioni per tutta la comunità, un tessuto vivo per passeggiare, andare a scuola e incontrarsi nel tempo libero; in questa piazza si affacciano alcune delle costruzioni cittadine più importanti: le scuole, l’ospedale e l’ostello.
 
Il nuovo complesso scolastico si configura come un vero e proprio campus collocato all’interno delle mura urbane, sottolineando una chiara volontà di rinascita e di affermazione identitaria della comunità che lì intende far crescere e istruire i propri figli. Il campus prevede spazi aperti e chiusi, interni ed esterni, privati e pubblici che ospitano la comunità degli studenti.
 
A partire dall’accesso da via Roma si incontra un primo luogo: l’auditorium dei due istituti superiori di secondo grado che si presenta come edificio autonomo ancorché connesso al sistema degli ingressi della scuola. Subito dopo incontriamo la “piazzetta” pensata per ospitare in sicurezza rispetto alla strada il numero di studenti in entrata e all’uscita dalle lezioni. Una tettoia trasparente, per ripararsi dalla pioggia, è posta tra i due luoghi, accompagna sia all’ingresso della scuola che all’ingresso laterale dell’auditorium.
 
La biblioteca, comune ai due istituti si affaccia grazie a delle terrazze sia all’interno tra i corridoi che all’esterno. Anche i laboratori sono condivisi dai due istituti. Nell’area centrale del campus c’è la palestra illuminata sui lati lunghi da vetrate che poggiano sul pavimento permettendo dall’esterno degli spazi verdi del campus di vedere le attività sportive all’interno.
 
L’ultimo edificio di progetto, collocato più a nord, ospita la scuola materna e primaria. Il volume della scuola si presenta come composto da tre casette sovrapposte e incastrate tra loro come in un gioco. Il piano terra di questo terzo blocco edilizio ospita la scuola materna con ingresso dalla strada rivolto a nord e giardino di pertinenza. L’atrio di ingresso alla scuola elementare è invece rivolto a est come lo spazio della mensa, comprensiva di cucina e refettorio per entrambe le scuole e un’aula per le attività motorie dotata di spogliatoi.
 
I colori dei materiali del campus sono basati sulle tonalità delle terre, volte a ricercare il più opportuno inserimento nel contesto circostante, pensati in modo da evocare quell’immagine di pluralità tipica dei centri storici dell’Italia centrale.
 

Un edificio sicuro e duraturo

Le direttive della squadra del commissario Errani sulla ricostruzione davano indicazioni chiare: le nuove scuole del cratere devono avere una classe d’uso pari a 4. Si tratta di un indice di valore molto alto per la sicurezza, una classificazione dove rientrano tutte quelle strutture, caserme e ospedali per intenderci, che non dovrebbe mai crollare anche in caso di forte scossa e con un ritorno di scossa di 1000 anni circa.
 
Le scuole diventano così un luogo di riconoscibile sicurezza per tutti i cittadini. Mentre per le residenze il Governo si sta muovendo su soluzioni temporanee, per le scuole ha deciso di costruire da subito strutture definitive e durature per fare in modo che i ragazzi vadano a scuola già a settembre.
 
Il progetto è frutto di una intensa collaborazione fra discipline, e l’equipe Univpm è composta dai docenti di Ingegneria Edile Architettura Gianluigi Mondaini e Paolo Bonvini, Scienza delle costruzioni Stefano Lenci e Francesco Clementi e Geotecnica Evelina Fratalocchi.
 
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