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A Civita di Bagnoregio la 'Casa d'Artista' di Airbnb
CASE & INTERNI

A Civita di Bagnoregio la 'Casa d'Artista' di Airbnb

di Cecilia Di Marzo

Un progetto pilota per tutelare e sostenere i piccoli borghi italiani

20/04/2017 - In un luogo che sembra essere fuori dal tempo, collegato alla realtà tramite un lungo ponte come un'antica isola di tufo, il progetto di Casa d'Artista, alias Casa Greco, ricerca un dialogo tra le tracce ancora visibili della storia e la contemporaneità, con la sua necessità di ritrovare i legami con il proprio passato.

Il progetto è frutto di un'iniziativa di Airbnb che ha collaborato con il Comune del Civita di Bagnoregio ad un progetto pilota per la salvaguardia e lo sviluppo dei piccoli borghi italiani.

Dalla collaborazione tra il colosso dell'home sharing, un'Amministrazione Comunale illuminata, DWA Design Studio, l'artista Francesco Simeti e vari brand di design che hanno messo a disposizione i loro prodotti a prezzi agevolati, è nata Casa d'Artista, la prima casa “pubblica” di Airbnb.

Casa d'Artista è una casa in pietra, costruita su due livelli. Nel 1993, la casa ha subito un crollo parziale ed oggi sono ancora visibili le antiche mura che facevano parte della struttura originale. Grazie all'intervento del Comune e di Airbnb, la casa è stata trasformata in “residenza d’artista”.

Attraverso l'inserimento di oggetti che arrivano direttamente dalla storia del design italiano gli interni diventano il luogo dove intessere un dialogo con le forme e i materiali della tradizione di questa regione” dichiarano i designer.
Presenze discrete in grado di conferire nuovi significati a luoghi antichi. Non solo gli oggetti ma anche i colori diventano testimoni parlanti del rapporto tra il paesaggio mutevole e gli spazi interni dove si ritrovano le tinte grigie della nebbia che avvolge Civita e sembra farla scomparire, il blu dei cieli estivi, il verde degli alberi e l'ocra del tufo. 
Elementi che si ritrovano anche nelle opere di Francesco Simeti presenti all'interno del progetto, dove è possibile leggere le forme che ritornano nella tradizione artistica italiana e nel il paesaggio che circonda Civita.
La volontà di ricercare nuovi modi in cui vivere gli spazi interni ha portato a suggerire, anziché imporre, differenti usi dello spazio per andare incontro alle diverse necessità di chi vivrà questi luoghi. Attraverso dispositivi flessibili che raccolgono l'esperienza del self-made si vuole offrire nuovi micro-habitat in cui possano convivere differenti usi come in un atelier di un artista dove la quotidianità della vita si intreccia con il lavoro, l'arte e la cultura.
Spazi dal sapore domestico in cui si dà importanza alla convivialità e al dialogo non solo tra le persone ma tra loro e lo spirito del luogo in cui si trovano”.

© Riproduzione riservata

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