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FOCUS

Antincendio, guida ai sistemi per la protezione passiva

di Alessandra Marra

Pareti ignifughe, pitture intumescenti, porte tagliafuoco e scale di sicurezza

Vedi Aggiornamento del 05/10/2018
28/04/2017 – Gli edifici moderni devono essere progettati in modo tale da rispondere a precisi requisiti di sicurezza, come quella antincendio. Di conseguenza ogni costruzione deve essere progettata e dotata di dispositivi per limitare l’innescarsi e il propagarsi di incendi.   

Ai progettisti, quindi, si richiede una sempre più profonda preparazione, non solo sulle normative che disciplinano la materia, ma anche sui meccanismi di funzionamento dei sistemi per la protezione dal fuoco e sulla loro realizzazione.
 

Prevenzione incendi: la normativa

Un caposaldo in materia è il Regolamento di prevenzione incendi (DPR 151/2011) che distingue le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi in tre categorie (A, B e C) a seconda della pericolosità.
 
Per le disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare per la progettazione antincendio si deve fare riferimento al DM 7 agosto 2012.
 
Per gli impianti di protezione attiva contro l'incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi si applica il DM 20 dicembre 2012.
 
Tra le norme di riferimento c’è il DLgs 139/2006 che chiarisce quali sono le funzioni e compiti dei VVF e il nuovo Codice di Prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015) che mira a semplificare e razionalizzare l'attuale corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi attraverso l'introduzione di un unico testo organico e sistematico di disposizioni di prevenzione incendi applicabili ad attività soggette ai controlli di prevenzione incendi mediante l'utilizzo di un nuovo approccio metodologico.
 
Ai principi generali si affiancano norme specifiche che si applicano a seconda del contesto (autorimesse, uffici, scuole, ospedali ecc) in cui si opera.
 

Sicurezza antincendio: misure di prevenzione

L’incendio, un evento eccezionale che potrebbe manifestarsi nel periodo di vita utile di una costruzione, comporta una combustione accompagnata da sviluppo di calore, fiamme, fumo e gas caldi.
 
Gli obiettivi fondamentali delle strategie antincendio sono indicati dalla Direttiva Europea 89/106/CEE (recepiti nella regola tecnica italiana DM 9 Marzo 2007) che prescrive che le costruzioni devono essere progettate, realizzate e gestite in modo da garantire:
- la stabilità degli elementi portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti;
- la limitata propagazione del fuoco e dei fumi, anche riguardo alle opere vicine;
- la possibilità che gli occupanti lascino l’opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
- la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.
 
Per raggiungere tali obiettivi è importante bilanciare in modo corretto misure di prevenzione e misure di protezione (attiva e passiva), cercando di eliminazione le cause di innesco e adoperando soluzioni per la salvaguardia delle persone.
 
La progettazione antincendio è strettamente connessa alle specifiche norme in tema di prevenzione incendi; è quindi necessario rispettare i requisiti minimi del progetto indicati nell'allegato 1 del DM 07 agosto 2012.
 

Prevenzione incendi: le misure di protezione passiva

L’insieme delle misure di protezione che non richiedono l’azione di un uomo o l’azionamento di un impianto sono quelle che hanno come obiettivo la limitazione degli effetti dell’incendio nello spazio e nel tempo ( garantire l’incolumità dei lavoratori, limitare gli effetti nocivi dei prodotti della combustione, contenere i danni a strutture, macchinari, beni, ecc).

Questi fini possono essere perseguiti con: barriere antincendio (isolamento dell’edificio; distanze di sicurezza esterne ed interne; muri tagliafuoco), strutture aventi caratteristiche di resistenza al fuoco commisurate ai carichi d’incendio, materiali classificati per la reazione al fuoco, sistemi di ventilazione, sistema di vie d’uscita commisurate al massimo affollamento ipotizzabile dell’ambiente di lavoro e alla pericolosità delle lavorazioni.
 
La resistenza al fuoco delle strutture rappresenta una delle fondamentali strategie di protezione da perseguire per garantire un adeguato livello di sicurezza della costruzione in condizioni di incendio e riguarda: la capacità portante in caso di incendio e la capacità di compartimentazione che permette di suddividere un edificio in zone ermeticamente impermeabili agli effetti di un incendio al fine di ridurre il rischio specifico di propagazione dell’incendio.
 
La resistenza al fuoco rappresenta l’intervallo di tempo, espresso in minuti primi, di esposizione dell’elemento strutturale ad un incendio, durante il quale l’elemento costruttivo considerato conserva i requisiti progettuali di stabilità meccanica, di tenuta ai prodotti della combustione e di coibenza termica.
 
Sintetizzando si può affermare che la resistenza al fuoco può definirsi come l’attitudine di un elemento da costruzione (componente o struttura) a conservare nel tempo: la stabilità (R); la tenuta ai prodotti della combustione (E); l’isolamento termico (I); l’irraggiamento (W).
 
Pertanto con il simbolo REIW si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per un determinato tempo la stabilità, la tenuta, l’isolamento termico e la possibilità di irraggiamento; con il simbolo REI si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per un determinato tempo, la stabilità, la tenuta e l’isolamento termico; con il simbolo RE si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per un determinato tempo, solo la stabilità e la tenuta; con il simbolo R si identifica un elemento costruttivo che deve conservare, per un determinato tempo, la sola stabilità.
 
Quindi in relazione ai requisiti degli elementi strutturali in termini di materiali da costruzione utilizzati e spessori realizzati, essi vengono classificati da un numero che esprime i minuti primi per i quali conservano le caratteristiche in funzione delle lettere R, E, I o W.
 

Pannelli tagliafuoco per divisori interni

I pannelli tagliafuoco sono elementi capaci di impedire la propagazione di un incendio tra area adiacenti. Le barriere antincendio realizzate mediante interposizione di elementi strutturali hanno la funzione di impedire la propagazione degli incendi sia lineare (barriere locali) che tridimensionale (barriere totali) nell’interno di un edificio, nonché, in alcuni casi, quella di consentire la riduzione delle distanze di sicurezza.
 
Un esempio è FIREBOARD di KNAUF ITALIA, una lastra in gesso rinforzato, priva di smussature ai bordi formata da un nucleo di gesso, rivestito con un velo di speciali fibre di vetro, che crea una barriera idonea ad impedire, sotto l’azione del fuoco, fenomeni di cedimento e rottura.
 

Un altro esempio è FIREPANEL A1 di FERMACELL, lastra in gessofibra che garantisce la classe di reazione al fuoco A1 (incombustibile).
 

Tra le lastre in gesso rivestito c’è anche GLASROC F di SAINT-GOBAIN GYPROC, con rete in fibra di vetro sulla superficie e con incrementata coesione del nucleo ad alta temperatura additivato con fibre di vetro, ideale per la realizzazione di protezioni resistenti al fuoco di elementi strutturali.

PANNELLI TAGLIAFUOCO PER DIVISORI INTERNI >> VEDI TUTTI
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE:
Knauf Italia ITP
LINK industries PROMAT
GLOBAL BUILDING Fermacell
GESSI ROCCASTRADA Sifar Placcati    
Saint-Gobain Gyproc  
 

Pannelli tagliafuoco per rivestimenti esterni 

Tra i rivestimenti ignifughi per pareti e soffitti esterni c’è OLYMPOS TERMOFONISOL di ELCOM SYSTEM che unisce all’incombustibilità ed all’elevata resistenza al fuoco un buon isolamento termoacustico.
 

Tra le contropareti tagliafuoco c’è MGO FIRE PLUS® A13 - EI180 di ITP composta da ossido di magnesio, silicati, perlite, vermiculite, fibre di legno mineralizzate, rivestita su ambo i lati con uno strato di fibra di vetro, omologata in classe A1 di resistenza al fuoco.

PANNELLI TAGLIAFUOCO PER RIVESTIMENTI ESTERNI >> VEDI TUTTI 
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE:
ELCOM SYSTEM
ITP
ITALPANNELLI
 

Blocchi per tamponamenti tagliafuoco

Tra i blocchi per tamponamenti tagliafuoco c’è LECABLOCCO TAGLIAFUOCO di LECASISTEMI in calcestruzzo di argilla espansa Leca la cui densità è ottimizzata per garantire superiori prestazioni di resistenza al fuoco.

Un altro esempio è PERLITECH TAGLIAFUOCO 8 di M.V.B. a base di cemento e perlite espansa, prodotto naturale ed ecocompatibile, ideale per realizzare compartimentazioni anche di grandi dimensioni in ambienti residenziali, commerciali ed industriali. 

BLOCCHI PER TAMPONAMENTI TAGLIAFUOCO
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE:
ANPEL - Ass. Naz. Produttori Elementi Leca M.v.b.
Consorzio Poroton Italia Würth                 
Premac Prefabbricati PROMAT
Perlite Italiana LecaSistemi
Fornaci DCB  
 

Intonaci e pitture intumescenti

Per proteggere le strutture dal rischio d’incendio si può ricorrere al trattamento delle strutture con particolari rivestimenti, tra i quali le vernici intumescenti che, grazie a una particolare reazione chimica, in presenza di alte temperature (raggiunte durante un incendio) sviluppano una schiuma resistente al fuoco, che ha funzione ignifuga e isolante.
 
Tra gli intonaci per la protezione del fuoco c’è IGNIVER di SAINT-GOBAIN GYPROC, a base di gesso e vermiculite, leganti speciali ed additivi specifici ad applicazione meccanica a spruzzo, per protezione dal fuoco di: strutture metalliche, elementi in C.A. e C.A.P. ed elementi in laterocemento.

Tra le pitture per la protezione dal fuoco c’è SINCLOR BF di COLORIFICIO ATRIA, una finitura clorurata insaponificabile al solvente ininfiammabile a bassa emissione di fumi; possiede rapida essiccazione, ottima resistenza meccanica, forte idrorepellenza all’acqua, allo smog, di facile applicabilità.
 

Tra le vernici per la protezione del fuoco c’è CAFCO SPRAYFILM WBII SC di PERLITE ITALIANA che consente di adeguare i comparti di edifici alla prevenzione incendi.
 

Tra i trattamenti ignifughi per il legno c’è FIREBLOCK® 1001 / EU di STARKEM® SRL, una vernice ignifuga bianca, monocomponente a base acqua, certificata in classe 1 di reazione al fuoco.
 

INTONACI E PITTURE INTUMESCENTI >> VEDI TUTTI
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE:
Aithon Ricerche International Würth S.A.CO.P
Saint-Gobain Gyproc FASSA J.F. AMONN
Chimiver Panseri S.p.A MAPEI Perlite Italiana
COLORIFICIO ATRIA                    Unifix SWG EDILTECO
CAP ARREGHINI Knauf Italia                      AF SYSTEMS
STARKEM® Srl PROMAT Tecno K Giunti
Tecsit System® CVR Torggler Chimica
LINK industries 8-Chemie GRAS CALCE
FISCHER ITALIA Laterlite  
 

Barriere al fumo 

Le barriere al fumo sono sistemi di controllo che mirano ad evitare che gas caldi e fuoco invadano i locali confinanti a quello in cui è scoppiato l'incendio. Sono necessarie per creare una compartimentazione a soffitto o per chiudere e dividere ambienti diversi, altrimenti difficilmente separabili.
 
Tra queste c’è STOP FIRE E-120 di BOVEMA ITALIA, una tenda tagliafuoco E 120 che trova impiego nella progettazione della compartimentazione di edifici e centri commerciali.
 

Un altro esempio è Barriere al fuoco attive FHA–240 di CAODURO a funzionamento gravitazionale, costituite da un box portarulli metallico zincato in cui è contenuta la barriera in tessuto flessibile di fibra di vetro rinforzato con filamenti di acciaio e spalmato su entrambi i lati di poliuretano di colore grigio, arrotolata su un rullo di avvolgimento con motore a 24V.
 

BARRIERE AL FUMO >> VEDI TUTTE
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE:
BOVEMA ITALIA
CAODURO
 

Porte e chiusure tagliafuoco

Per una completa ed efficace compartimentazione, gli elementi di chiusura devono avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del muro su cui sono applicati.
 
Tra le porte tagliafuoco c’è ELITE+ di NOVOFERM SCHIEVANO che consente una perfetta complanarità tra anta mobile e telaio; l'ala di battuta ha uno spessore di mm 19, ad imitazione delle porte in legno ma soprattutto al fine di limitare al minimo i rischi d'infortunio in caso d'urto.
 

Un altro esempio è SMARTIA M11500 FR di ALUMIL che ritardare l'espansione del fuoco in modo da garantire un'evacuazione corretta e veloce.
 

Tra i portoni tagliafuoco da garage c’è Portone tagliafuoco di KOPRON che consente di dividere gli ambienti in modo da impedire il propagarsi di fumo e fiamme con una buona capacità di isolamento termico in modo da impedire la propagazione del fuoco attraverso irraggiamento.
 

Un altro esempio è CAMPISAFIRE OVERHEAD di CAMPISA con chiusura automatica a seguito di allarme e arresto senza contatto fisico in caso di ostacolo anche in caso di mancanza di alimentazione di rete.
 

Tra le vetrate tagliafuoco c’è VISS di BT FIRE che limita il passaggio delle fiamme e dei fumi caldi, l’irraggiamento e la trasmissione di calore.
 

Un altro esempio è ISOFIREGLAS® di SANCO un prodotto nuovo che permette di raggiungere gli standard qualitativi elevati con combinazione perfetta di sicurezza, resistenza al fuoco e diffusione di luce naturale.
 

PORTE E CHIUSURE TAGLIAFUOCO >> VEDI TUTTE
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE:
NOVOFERM SCHIEVANO CAMPISA
SAN.CO Costruzioni Tecnologiche Jansen
Mogs srl unipersonale Alumil
Pail Serramenti CARMEC             
A.T.I. Dainese Kopron
FORSTER PALLADIO
DE NARDI BT fire
 

Scale di sicurezza e antincendio

Le scale sono elemento fondamentale nel sistema di vie di esodo in edifici multipiano, tuttavia possono costituire una soluzione di continuità nella compartimentazione di un edificio. Per garantire la necessità di scale sempre praticabili e non invase da fumo o fiamme di eventuali incendi, vengono realizzati dei particolari tipi di scala: scala protetta, scala a prova di fumo e scala di sicurezza esterna.
 
La scala protetta è una scala racchiusa entro strutture perimetrali resistenti al fuoco ed avente accesso diretto al pianerottolo di ogni piano mediante porta resistente al fuoco. La scala deve essere dotata, in sommità, di vano di aereazione di superficie non inferiore a 1 mq . La scala a prova di fumo è una scala realizzata entro gabbia, costituita da pareti continue resistenti al fuoco ed avente accesso, per ogni piano, da un filtro a prova di fumo o con accesso da balcone esterno o da disimpegno completamente aperto su spazio a cielo scoperto per almeno un lato.
 
La scala di sicurezza esterna è una scala totalmente esterna, rispetto al fabbricato servito, munita di parapetto regolamentare e realizzata con materiali incombustibili.
 
Tra le scale antincendio autoportanti esterne c’è SCALA ANTINCENDIO AUTOPORTANTE di ALUSCALAE, adattabili a qualsiasi edifici nuovo o ristrutturazione/messa in sicurezza, privato o pubblico, nel totale rispetto della normativa vigente.
 

Un altro esempio di scala antincendio metallica è Scale di Sicurezza di GRIGLIATI BALDASSAR.
 

SCALE DI SICUREZZA E ANTINCENDIO
 
VEDI TUTTE LE AZIENDE: 
SO.C.E.T.
ALUSCALAE
SVELT
GRIGLIATI BALDASSAR
Riwega
SARA STEEL
 
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