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NORMATIVA

Responsabilità solidale, via libera della Camera al disegno di legge

di Paola Mammarella

Passa al Senato la norma che può obbligare il committente imprenditore a pagare prima del debitore principale

Vedi Aggiornamento del 27/11/2019
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10/04/2017 – Primo giro di boa per le nuove regole sulla responsabilità solidale. La Camera nei giorni scorsi ha approvato il disegno di legge per la conversione del DL 75/2017. I contenuti dovranno ora essere confermati anche dal Senato.
 

Cos’è la responsabilità solidale

In base all’articolo 29 del D.lgs. 276/2003 (Riforma Biagi), su appaltatore e committente imprenditore o datore di lavoro incombe il regime della responsabilità solidale. I due soggetti sono cioè tenuti a pagare i crediti da lavoro, i contributi previdenziali e assicurativi maturati dal personale impiegato nell’appalto e dai lavoratori autonomi. I contratti collettivi non possono inoltre derogare alle norme sulla responsabilità solidale.
 
Nel 2012 è stato previsto un meccanismo processuale della preventiva escussione dell’appaltatore. Il committente poteva chiedere che fosse l’appaltatore, cioè il responsabile dei mancati pagamenti o versamenti nei confronti dei lavoratori, a dover pagare per primo.
 
Secondo alcune organizzazioni imprenditoriali, come l’Ance, con questo meccanismo si potevano tutelare le imprese virtuose della filiera produttiva e colpire solo il debitore principale.
 

Responsabilità solidale, le nuove regole

Le norme approvate di recente lasciano inalterato il principio della responsabilità solidale, ma cancellano il meccanismo della preventiva escussione dell’appaltatore.
 
Il lavoratore agirà contro il proprio datore, cioè l’appaltatore, per il riconoscimento dei mancati pagamenti, ma il committente imprenditore o datore di lavoro potrà essere aggredito anche prima dell’appaltatore e dovrà pagare direttamente al lavoratore tutti i crediti. Dopo aver pagato, potrà agire per ottenere il rimborso dall’appaltatore.
 
Se da una parte, come sostiene la Cgil, il lavoratore è più tutelato, d’altro canto, secondo il mondo imprenditoriale, a rimetterci saranno le imprese oneste, che dovranno pagare per le mancanze altrui.
 

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