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NORMATIVA

Subappalto, Parlamento: ‘mantenere invariato il tetto al 30% del Codice’

di Paola Mammarella

Commissioni contrarie alle deroghe proposte dal Correttivo su appalto integrato, progettazione delle manutenzioni e concessioni

Vedi Aggiornamento del 30/09/2019
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06/04/2017 – Mantenere il limite massimo del 30% al subappalto calcolandolo sull’intero importo del contratto. Dal parere sul Correttivo, che le Commissioni Ambiente della Camera e Lavori Pubblici del Senato stanno per varare, emerge un’idea di fondo: limitare il più possibile le deroghe al Codice Appalti.
 
Questo nonostante la bocciatura di Bruxelles, che ha rilevato nella norma italiana dei vincoli non previsti dalle leggi europee. Anche il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in audizione ha consigliato di “decidere se il modo migliore per combattere la corruzione sia aderire alle norme europee, aumentando altri livelli di controllo, o agire con regole autonome”.
 

Subappalto libero o con limiti

Uno degli elementi più controversi è il subappalto. Il Codice Appalti prevede un limite del 30% calcolato su tutto l’importo del contratto, il Correttivo sostiene che il 30% debba essere calcolato sull’importo della categoria prevalente, mentre la Commissione Europea ritiene i limiti in contrasto con le norme UE sulla concorrenza.

Secondo Delrio, date le condizioni italiane, in cui il subappalto è stato spesso veicolo di infiltrazioni criminali, sarebbe più prudente mantenere i limiti. Della stessa opinione le Commissioni, che nella bozza di parere sul Correttivo hanno chiesto di mantenere il limite del 30% calcolato sull'intero l’importo del contratto. Il Parlamento, che aveva dato questa indicazione al momento dell'approvazione del Codice Appalti, ha affermato di non condividere il tentativo, portato avanti con il Correttivo, di alleggerire il vincolo.  

Sul tema della scelta della terna dei subappaltatori, il Parlamento, nella bozza di parere sul Correttivo, ha proposto che sia indicata obbligatoriamente nei contratti di importo superiore alle soglie comunitarie e, a prescindere dall'importo, nei settori a rischio di infiltrazione criminale. In audizione Delrio, ricordando quanto chiesto dal Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha espresso la necessità di introdurre indicazioni certe sui settori in modo da evitare un eccessivo potere discrezionale per le Stazioni appaltanti.

Sul subappalto nei giorni scorsi è tornata anche Finco, Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere specialistiche per le Costruzioni, da sempre favorevole al mantenimento del tetto del 30% su tutto l'importo del contratto. In una lettera inviata al Governo, Finco ha affermato che sarebbe più giusto attenersi alle indicazioni del Parlamento, che considera la situazione italiana, invece che al parere della Commissione Europea.
 

Appalto integrato solo per le emergenze

Secondo la normativa europea non ci sono limiti all'utilizzo dell'appalto integrato, ma il Codice lo circoscrive a pochi casi specifici, tra cui l’alto contenuto tecnologico e l’urgenza.
 
Delrio, in accordo con quanto già affermato dall’Anac, ha chiesto di precisare il concetto di contenuto tecnologico e di introdurre un regime sanzionatorio nei casi di urgenza, con l’automatica decadenza dell’appalto integrato quando i lavori non siano iniziati entro 30 giorni.

Le Commissioni hanno proposto di limitare l'appalto integrato alle emergenze di Protezione Civile, in modo da eliminare qualunque confusione sul significato dell'emergenza. Nella bozza di parere, il Parlamento ha affrontato anche il problema della "sanatoria" degli appalti rimasti bloccati dall'entrata in vigore del nuovo Codice Appalti. Le Commissioni hanno proposto un termine di 12 mesi per mandare in gara i progetti definitivi già approvati alla data dell'entrata in vigore del nuovo Codice Appalti. Il Correttivo prevedeva invece un termine di 18 mesi.


Progettazione delle manutenzioni

Il Correttivo, lo ricordiamo, propone di mandare in gara le manutenzioni sulla base di un progetto semplificato. Anche in questo caso, le Commissioni parlamentari hanno frenato le deroghe. La bozza del parere prevede che potranno essere appaltate sulla base di un progetto semplificato le opere di manutenzione di importo fino a 2,5 milioni di euro. Ma non solo, perché nella semplificazione rientreranno solo le manutenzioni ordinarie e non quelle straordinarie, che possono comportare interventi rilevanti.
 

Concessioni autostradali

Nelle concessioni autostradali il Codice Appalti ha introdotto l’obbligo di mandare in gara l’80% dei lavori e limitato al 20% quelli da svolgere in house. Questo significa che la società che si aggiudica la concessione potrà svolgere mediante le società controllate solo il 20% dei lavori. Il resto dovrà seguire le procedure di gara previste dal Codice Appalti. 

Il Correttivo ha previsto di escludere le manutenzioni da questi conteggi e Delrio, in audizione, ha proposto di circoscrivere in dettaglio i lavori di manutenzione rientranti in questa casistica. Sulle concessioni autostradali, Delrio ha aggiunto che “pensare di dover mettere a gara i progetti esecutivi per le gare delle concessioni vuol dire ritardare le procedure di due o tre anni. Dovrebbe bastare il quadro esigenziale altrimenti si corre il rischio di non fare le gare”.
 
Più drastiche le Commissioni, secondo le quali non dovrebbe essere introdotta nessuna deroga al Codice Appalti. 
 

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