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PROFESSIONE

Architetti e ingegneri, la maggior parte è disposta a lavorare all’estero

di Paola Mammarella

I risultati del sondaggio ‘Quanto sei internazionale’ condotto da Fondazione Inarcassa su più di 14mila professionisti

Vedi Aggiornamento del 20/11/2017
27/04/2017 – Il 36% degli ingegneri e architetti italiani ha già avuto un’esperienza lavorativa all’estero, mentre il 59% è disponibile a investire per acquisire conoscenze oltre confine.
 
È quanto emerge dall’indagine ‘Quanto sei internazionale’ condotta dal Dipartimento per l’Internazionalizzazione di Fondazione Inarcassa, cui hanno risposto oltre 14 mila liberi professionisti italiani.  
 
Il sondaggio è stato elaborato con l’obiettivo di determinare l’effettiva propensione della categoria a lavorare all’estero, e comprendere altresì quanti tra architetti e ingegneri abbiano realmente già avuto commesse estere. Il questionario ha cercato di individuare anche le criticità che possano ostacolare l’avvio di un’esperienza internazionale.
 
Analizzando i risultati, il 23% del campione ha già avuto esperienze estere con committenza straniera, il 13% ha svolto la propria attività accompagnando operatori italiani all’estero.
 
Al contrario, il 64% è privo di qualsiasi esperienza in merito. Il 59% ha però dichiarato l’interesse a crearsi occasioni di lavoro oltre confine investendo risorse in viaggi e missioni per acquisire conoscenze ed esperienze internazionali.
 
Sono più propense alle esperienze all’estero le giovano generazioni. Infatti, il 40% del campione ha meno di quarant’anni. Buona, inoltre, risulta la conoscenza delle lingue straniere, parlate dal 70% degli intervistati.
 
Tra le criticità che limitano l’internazionalizzazione c’è il basso numero di addetti per studio professionale. Solo il 3% del campione può contane più di 10 addetti. Per aumentare la competitività servirebbe quindi la creazione di strumenti aggregativi. 
 
Alla domanda “in quali aree geografiche ti interesserebbe operare”, le preferenze si sono concentrate sull’Unione Europea e il Nord America. Meno gettonate Nord Africa, Centro Sud America, Medio Oriente e Sud Est Asiatico.
 
Grande soddisfazione è stata espressa da Andrea Tomasi, Presidente Fondazione Inarcassa, nel constatare l’interesse mostrato verso le opportunità di internazionalizzazione “una delle strade da percorrere per sostenere la libera professione e ampliare le opportunità di lavoro”.
 
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