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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO

Case efficienti in crescita ma l’edilizia energivora domina il mercato

di Alessandra Marra

Enea: ‘incremento del 10% nel 2016 per compravendite di immobili A+, A e B ma il 90% dell’esistente rimane nelle classi F e G’

Vedi Aggiornamento del 25/10/2017
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05/04/2017 - Crescono nel 2016 le compravendite di immobili efficienti (classi energetiche A+, A e B) ma il 90% dell’esistente rimane in classi energivore (F e G).
 
È ciò che emerge dal “Rapporto annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano”, realizzato da ENEA, Istituto per la Competitività (I-Com) e Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti (FIAIP), che ha scattato una fotografia sull’andamento delle compravendite di immobili nello scorso anno.
 

Mercato immobiliare: i numeri dell’energia

Secondo il Rapporto nel 2016 gli immobili con classe energetica dalla A+ alla B sono stati oggetto del 60% delle compravendite nel mercato ‘nuove costruzioni’, con un incremento del 10% rispetto al 2015.
 
Tuttavia, considerando il mercato nel suo insieme, l’edilizia in classe energetica G (meno efficiente) continua a dominare le compravendite (il 66% di monolocali e il 56% di ville unifamiliari), mentre la vendita di case ristrutturate in classe energetica A+, A e B si attesta su valori che variano dal 3% al 7% del mercato di riferimento.
 
L'ENEA ha evidenziato che solo l’11% degli edifici esistenti risulta ristrutturato nelle prime tre classi energetiche, mentre rientra nelle ultime due classi energetiche quasi il 90% degli immobili da ristrutturare, situati principalmente nell’estrema periferia delle città.
 

Case efficienti e APE

Oltre ad analizzare le transazioni immobiliari 2016 rispetto alla classe energetica degli edifici presenti sul mercato, lo studio ha intervistato oltre 500 agenti immobiliari associati alla FIAIP in tutta Italia per capire la corrispondenza tra classe energetica descritta nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e compravendite.
 
Per il 58% degli intervistati l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) non serve ad orientare le scelte di chi compra o vende un immobile e il 40% professionisti del settore lo considera poco utile.
 
Tra le possibili iniziative contenute nel rapporto, quella di rendere l’APE uno strumento dinamico che consenta all’acquirente di comprendere quali saranno i suoi consumi energetici reali nel momento in cui andrà ad abitare nell’immobile acquistato.
 
Divide invece gli addetti ai lavori la proposta di inserire una specifica voce nei listini immobiliari legata agli immobili “ristrutturati green”: 52% sono i contrari, prevalentemente perché sarebbe difficile stimare un valore aggiuntivo rispetto alla categoria "ristrutturato".
 
Infine, tra le principali motivazioni che, secondo gli agenti immobiliari intervistati, portano ad una scarsa attenzione dei clienti verso gli immobili in classe energetica più elevata ci sono la disponibilità di spesa, il livello culturale e di consapevolezza ambientale e la scarsa fiducia nel sistema di etichettatura energetica degli immobili. Ed è proprio la scarsa percezione del valore di mercato degli immobili efficienti la principale barriera all’accesso al credito per le ristrutturazioni energetiche.
 

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