Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus 110%, la check-list per il visto di conformità
NORMATIVA Superbonus 110%, la check-list per il visto di conformità
AMBIENTE

Rischio idrogeologico, per mitigarlo servono 29 miliardi di euro

di Alessandra Marra

Da Italiasicura il Piano Nazionale: oltre 12 miliardi subito disponibili ma il 90% delle opere è ancora da progettare

Vedi Aggiornamento del 12/11/2018
Commenti 5954
12/05/2017 – Servono 29 miliardi di euro per la messa in sicurezza dell’Italia da alluvioni, frane, erosione costiera, valanghe e rischio idrogeologico in generale.
 
Questo il fabbisogno finanziario totale messo in evidenza nel ‘Piano Nazionale di opere e interventi e piano finanziario per la riduzione del rischio idrogeologico presentato lo scorso 10 maggio a palazzo Chigi dalla Sottosegretaria Maria Elena Boschi, dal Ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, da Erasmo D’Angelis coordinatore della struttura di missione Italiasicura, e Mauro Grassi direttore di Italiasicura.
 

Lotta al dissesto: il fabbisogno degli interventi

Il Piano Nazionale contiene, regione per regione, l’elenco delle opere, il loro costo e lo stato di avanzamento dei progetti e dei cantieri.
 
Il fabbisogno complessivo delle opere è un lungo elenco di 11.108 interventi, di cui 1.340 con lavori in corso, per un fabbisogno di circa 29 miliardi di euro di cui 12,9 già programmati tra fondi europei, nazionali e regionali.
 
Il piano finanziario (periodo 2015- 2023) prevede 9.896 milioni di euro (Prestito BEI-CBE di 1 milione di euro; 1.852 milioni per opere di manutenzione montana in corso; 2.260 milioni per il recupero da precedenti programmazioni; 4.784 milioni di euro per interventi già finanziati) a cui vanno aggiunte altre risorse (circa 3 miliardi) che le Regioni hanno messo a disposizione da fondi propri.
 
Il Dossier contiene anche i risultati conseguiti dalla struttura di missione Italiasicura nella lotta al dissesto: a giugno 2014 sono stati sbloccati 1.781 cantieri per 2.260 milioni di euro, ad aprile 2017 sono stati sbloccati 1.337 cantieri per 1.409 milioni e chiusi 891 interventi per 740 milioni di euro.
 

Opere anti-dissesto: il 90% delle opere è da progettare

I dati, però, mettono in luce un dato allarmante: il 90% delle opere in elenco sono ancora da progettare.
 
A tal proposito, il coordinatore di Italiasicura Erasmo D’Angelis ha dichiarato: “stiamo correndo sulle progettazioni per colmare un ritardo impressionante per quasi il 90% delle opere grazie all’attivazione del primo Fondo Progetti rotativo con 100 milioni da parte del Ministero dell’Ambiente, una novità assoluta per stimolare investimenti per la massima sicurezza di circa 7 milioni di italiani che vivono nell’11% del territorio nazionale a rischio inondazioni e frane”.
 
“Per la prima volta l’Italia ha un Piano nazionale per la riduzione del rischio frane e alluvioni. E per la prima volta abbiamo una pianificazione non in emergenza ma ordinata e ordinaria di opere e interventi necessari e non rinviabili, e un piano finanziario con risorse vere e un monitoraggio che permette a qualsiasi cittadino di ‘visitare’ i cantieri” ha concluso Erasmo D’Angelis.
 

Piano Nazionale anti-dissesto: i commenti

Abbiamo un serio piano finanziario al 2023 con risorse vere che ammontano esattamente a 12 miliardi 442 milioni da fondi europei e sviluppo e coesione, ordinari e recuperati da Italiasicura dopo una verifica con i Comuni, le Regioni e le ex Province sulla programmazione 2000-2014. E’ stata decisiva l’azione di semplificazione della governance e delle procedure ed è meglio spendere in prevenzione che riparare in emergenza danni per 3,5 miliardi l’anno come accade dal dopoguerra”, ha spiegato Mauro Grassi.
 
Il Piano Nazionale contro il dissesto idrogeologico è già operativo nel suo primo stralcio destinato alle aree metropolitane più a rischio, per popolazione potenzialmente esposta e complessità del suolo. Oggi siamo chiamati a proseguire quella azione programmatica, che non consiste nella sola assegnazione dei fondi, ma nel verificare criticamente anche le soluzioni progettuali proposte sulla base dei dati che emergono dalle nuove mappe e nel mettere a sistema e indirizzare una filiera integrata con un chiaro riparto dei ruoli, delle competenze e delle connesse responsabilità” ha spiegato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui