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Galleria del Cembalo: Stefano Cerio - Night Games
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Galleria del Cembalo: Stefano Cerio - Night Games

di Valentina Ieva

Si apre oggi la mostra dedicata ai parchi divertimento a luci spente

05/05/2017 - Cosa succede in un parco dei divertimenti quando si spengono le luci? La risposta è nella serie Night Games di Stefano Cerio che prosegue la sua ricerca sui luoghi, sulle macchine del consumo del divertimento di massa, avviata con lavori Aqua Park (2010) e sviluppatasi negli anni successivi con Night Ski (2012) e Chinese Fun (2015). 

Oggi, presso la Galleria del Cembalo a Roma, si apre la mostra dedicata allo scenario dei parchi tematici, che resterà aperta al pubblico fino all'8 luglio 2017.

Negli scatti di Cerio tutte le fasce di età sono in qualche modo coinvolte, inclusa l'infanzia, come scrive Gabriel Bauret nel testo introduttivo del volume, edito da Hatje Cantz, che accompagna la mostra.

La composizione dell’immagine è di grande sobrietà. Il soggetto è spesso posto al centro e l’angolatura è rigorosa, in genere frontale. In compenso, ai margini è sempre presente qualche punto di riferimento che dà un’indicazione di scala. 

Provate ad immaginare luoghi come Gardaland o Mirabilandia al buio e in silenzio, senza luci nè schiamazzi. Solo il fascino misterioso delle giostre abbandonate alla notte. 

Angela Madesani, contestualizzando il lavoro di Cerio (sempre dal volume di Hatje Canz):

“Alla fine degli anni Settanta Luigi Ghirri aveva dato vita a In scala (1977-78), scattando a Rimini presso l’Italia in Miniatura, un parco di divertimento. Ma l’effetto è completamente diverso rispetto a quello di Cerio. Se per Ghirri la tensione è nei confronti di una ricerca sullo spazio tra realtà e finzione, nel lavoro di Cerio il tentativo, riuscito, è quello di ritrarre delle situazioni, edifici, animali fantastici, personaggi, la Statua della Libertà caduta al suolo. La sua è una dimensione scenica che mi piace equiparare ai Dioramas di Hiroshi Sugimoto o a La nona ora (1999) di Maurizio Cattelan, in cui il papa è schiacciato da un meteorite. È una dimensione strettamente legata al nostro tempo, come per l’americano Gregory Crewdson. Tra i lavori dei due artisti ci sono delle vicinanze: le stesse atmosfere, un simile afflato poetico.”
 

Immagine di copertina: Leolandia Bergamo © Stefano Cerio

© Riproduzione riservata

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