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NORMATIVA

Abusivismo edilizio, approvato al Senato il Ddl Falanga

di Alessandra Marra

Distinzione tra abusivismo di necessità e abusivismo di speculazione e Fondo da 45 milioni di euro per le demolizioni

Vedi Aggiornamento del 19/10/2017
18/05/2017 – Approvato ieri dal Senato il Ddl Falanga che, definendo una gerarchia delle demolizioni tra edifici abusivi, potrebbe portare a ‘tollerare’ l’abusivismo di necessità.
 

Abusivismo: demolizioni secondo criteri di priorità

Il provvedimento detta le priorità che orienteranno le demolizioni. In cima alla lista ci saranno: gli immobili di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o in zona soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico o a vincolo sismico o a vincolo idrogeologico o a vincolo archeologico o storico-artistico; gli immobili che costituiscono un pericolo per la pubblica e privata incolumità; gli immobili sottratti alla mafia. 

In ognuna di queste categorie la priorità sarà attribuita agli immobili in corso di costruzione o non ultimati alla data della sentenza di condanna di primo grado e a quelli non stabilmente abitati. Gli ultimi saranno gli edifici abitati “la cui titolarità è riconducibile a soggetti appartenenti a nuclei familiari che non dispongano di altra soluzione abitativa".

Il Ddl, quindi, distingue tra abusivismo di necessità e abusivismo di speculazione, stabilendo che gli immobili abusivi per speculazione avranno la priorità.
 
Questi criteri, tuttavia, dovranno essere valutati volta per volta dai Procuratori della Repubblica, che decideranno anche in base ai casi specifici.
 

Demolizione edifici abusivi: fondo da 40 milioni

Il disegno di legge, per integrare le risorse necessarie alle demolizione da parte dei Comuni, prevede l'istituzione di un fondo rotativo di 40 milioni di euro, da suddividere per ciascun anno fino al 2020, presso il Ministero delle Infrastrutture.

Il Ddl Falanga prevede anche l’istituzione di una banca dati nazionale sull'abusivismo edilizio che sarà gestita dall’Agenzia per l'Italia digitale. Gli enti dovranno trasmettere tutti i dati relativi alle opere abusive e in caso di ritardo il dirigente o il funzionario inadempiente sarà punito con una multa di mille euro. 
 
Infine, è previsto che ogni anno venga redatta una relazione non solo sullo stato dell'abusivismo edilizio e sulle demolizioni effettuate, ma anche sull'eventuale riqualificazione urbanistica degli edifici abusivi non demoliti, avviando una collaborazione con Regioni ed enti locali interessati.
 

Ddl Falanga: i commenti

Adesso il Ddl, modificato in alcune parti, dovrà tornare alla Camera per l'approvazione definitiva. 

Soddisfatto per l’approvazione il senatore e promotore del ddl Ciro Falanga (di ALA-Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare) che ritiene il provvedimento capace di ‘rendere più fluide le procedure di demolizione e sanare l'ingiustizia provocata da una legge della regione Campania del 2003 che ha illegittimamente bloccato un condono edilizio’.
 
Invece i senatori contrari alla norma (tra cui quelli di Sel e Movimento 5 Stelle) sostengono che il ddl ‘rallenta le demolizioni, legalizza l'abusivismo edilizio e incentiva gli illeciti’. 
 
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