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Codice Appalti aggiornato, Antitrust: ‘restano molte criticità’

di Paola Mammarella

Troppi decreti attuativi che ne posticipano l’operatività, dibattito pubblico inefficace e misure di valutazione inique

Vedi Aggiornamento del 16/06/2017
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22/05/2017 – Il Codice Appalti aggiornato diventa operativo, ma non troppo. È questo, in estrema sintesi, il giudizio che il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, ha espresso durante la presentazione della relazione annuale sull'attività dell'Authority.
 

Codice Appalti, troppi decreti attuativi

Secondo l’Antitrust, la piena operatività del Codice è limitata dalla presenza di numerosi rinvii a disposizioni attuative da emanare in futuro.
 
I decreti attuativi sono circa sessanta e solo per alcuni il Codice Appalti prevede un termine per l’adozione. Nonostante le scadenze fissate dalle norme primarie, spesso il Governo ha accumulato ritardi nell’approvazione dei decreti di dettaglio. Le disposizioni per cui non è stata fissata una scadenza potrebbero quindi tardare molto, lasciando il panorama normativo incompleto ed incerto.
 
Per l’Antitrust in questo modo viene meno l’obiettivo del Codice Appalti, vale a dire l’introduzione di una cornice regolatoria chiara, sistematica ed unitaria.
 

Débat public poco efficace

L’Antitrust aveva auspicato l’introduzione di procedure sul modello del débat public francese, caratterizzate da trasparenza e contraddittorio, al fine di superare l’impasse che spesso si crea per la realizzazione delle infrastrutture.
 
La procedura prevista dal nuovo Codice degli appalti, ritiene l’Antitrust, risulta essere scarsamente operativa ed efficace a causa del rinvio dei contenuti essenziali ad un futuro dpcm, ma non solo, perché la decisione di attribuire la gestione della procedura al soggetto che propone l’opera rischia di farle perdere il necessario carattere di imparzialità e di dare adito a nuove opposizioni.
 

Rating di legalità e misure compensative

Il rating di legalità, ha ricordato l’Antitrust, permette alle imprese di aumentare le possibilità di accesso al credito e di partecipazione alle gare di appalto. Secondo la normativa sugli appalti, sarà utilizzato per ottenere il rating di impresa, che darà la possibilità di ottenere un punteggio aggiuntivo nelle gare da aggiudicare col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
 
L’Antitrust ha sottolineato che il rating di legalità può essere chiesto dalle imprese che operano sul territorio italiano e che fatturano come minimo 2 milioni di euro all’anno. Per le altre imprese, che non rientrano in questi requisiti, il Codice Appalti dovrebbe prevedere delle misure compensative. In caso contrario, ci sarebbe una disparità di trattamento.
 

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