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NORMATIVA

Subappalto, Finco: ‘i limiti non avranno gli effetti negativi temuti dalla UE’

di Paola Mammarella

Presidente Tomasi: ora si attendono i requisiti di qualificazione degli operatori economici e delle Stazioni Appaltanti

Vedi Aggiornamento del 13/09/2018
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17/05/2017 – I limiti al subappalto non provocheranno gli effetti negativi paventati dalla Commissione Europea. È questo, in sintesi, il parere espresso da Finco dopo l’approvazione del Correttivo (D.lgs. 56/2017) al Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 
Secondo la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere specialistiche per le costruzioni, la Commissione Europea dovrà prendere atto che la decisione dell’Italia di contravvenire alle sue indicazioni è stata determinata dalle peculiarità territoriali e dalla necessità di arginare le infiltrazioni criminali, concentrate in passato prevalentemente nei subappalti.  
 
Secondo Finco, per mancanza di tempo la Commissione europea non ha tenuto in considerazione una serie di aspetti e ha chiesto all'italia di rimuovere tutti i limiti al subappalto, ma dopo aver valutato la situazione farà marcia indietro sulla possibilità di aprire una procedura di infrazione.
 

Normativa europea e subappalto

La Commissione Europea per giustificare il divieto di porre limiti al subappalto ha citato l’articolo 63 della Direttiva 2014/24/UE, dimenticando però che, in base allo stesso articolo, le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere che taluni compiti essenziali siano direttamente svolti dall’offerente. Questo, sottolinea Finco, significa che anche la normativa comunitaria prevede limiti alla possibilità di avvalersi delle capacità altrui.
 
La Corte di Giustizia Europea ha inoltre affermato che le restrizioni al subappalto sono possibili soltanto quando l’amministrazione aggiudicatrice non è stata in grado di controllare le capacità tecniche e finanziarie dei subappaltatori in occasione della valutazione delle offerte e della selezione delle migliori offerte. Dato che, fa notare Finco, l’individuazione del subappaltatore avviene (almeno in Italia) sempre dopo l’aggiudicazione della gara, nessun subappaltatore potrà mai essere verificato a monte a meno che, insieme all’offerta, invece della terna di possibili subappaltatori, si indichi in modo preciso l’impresa cui si affideranno i lavori in subappalto.
 

Percentuale dei lavori subappaltabili

Il Codice Appalti prevede un limite del 30% al subappalto, da calcolare sull’intero importo del contratto. Secondo Bruxelles, l’aver fissato in maniera astratta una determinata percentuale di subappalto senza aver verificato le capacità dei subappaltatori è incompatibile con le Direttive europee.  Finco si chiede invece come sia possibile che le singole Stazioni Appaltanti possano di volta in volta fissare dei limiti percentuali alla subappaltabilità di una parte dell’opera senza conoscere a monte il nome del subappaltatore. “La fissazione di una percentuale astratta – deduce Finco - è quindi necessaria”.
 

Qualità dell’offerta

Secondo Finco, un subappalto senza limiti non sarebbe necessariamente accompagnato da un miglioramento qualitativo dell’offerta, né da una maggiore capacità realizzativa.
 
Con riferimento al ribasso massimo del 20% del prezzo da praticare al subappaltatore da parte dell’appaltatore, conclude Finco, la Commissione richiama al rispetto dell’art 69 della Direttiva in merito alle offerte anormalmente basse al fine di evitare irregolarità applicative. “Questa specifica previsione nel nostro ordinamento – spiega Finco - non solo favorisce la verifica della congruità dell’offerta (che alla luce di un ribasso massimo “certo” è più semplice da realizzare) ma ha, molto evidentemente, anche una finalità economica e sociale a tutela dei subappaltatori che sono certamente l’anello più debole della catena dell’appalto”.
 

Finco: bene i limiti al subappalto, ora qualificazione di operatori e SA

La presidente Finco, Carla Tomasi, ha espresso apprezzamento per le scelte fatte dal Governo, che ora devono essere difese di fronte alla Commissione Europea. Bruxelles potrebbe infatti aprire una procedura di infrazione contro l’Italia, ma potrebbe anche capire le motivazioni delle scelte normative operate.
 
“Resta ora -  ha concluso Carla Tomasi - il grande lavoro da fare per gli atti applicativi. In particolare attendiamo i requisiti di qualificazione sia degli operatori economici e delle stazioni appaltanti. Entrambi, se efficacemente realizzati, porteranno ad una svolta positiva nel settore degli appalti”.
 

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