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PROFESSIONE

Redditi dei professionisti: dai 32.800 euro degli ingegneri ai 21.200 degli architetti

di Rossella Calabrese

Dal Ministero dell’Economia i dati degli studi di settore relativi al 2015

Vedi Aggiornamento del 19/06/2018
11/05/2017 - Tra i professionisti della progettazione che hanno guadagnato di più nel 2015 ci sono i designer, con un reddito medio annuo di 37.200 euro, seguiti dagli ingegneri con 32.800 euro; i più ‘poveri’ sono stati gli architetti con 21.200 euro.
 
I dati arrivano dagli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2015, pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia.
 
I redditi medi da lavoro autonomo dei professionisti della progettazione sono i seguenti:
- studi di design 37.200 euro;
- studi di ingegneria 32.800 euro;
- periti industriali 32.700 euro;
- altre attività tecniche 31.900 euro;
- disegnatori tecnici 24.500 euro;
- studi di geologia 22.300 euro;
- attività tecniche dei geometri 21.300 euro;
- studi di architettura 21.200 euro.
 
Per avere dei riferimenti relativi all’intero comparto delle professioni, dalle tabelle si evince che:
- i notai hanno un reddito medio di 217.800 euro;
- i medici di 64.900 euro;
- gli odontoiatri di 50.400 euro;
- gli avvocati di 40.400 euro;
- i veterinari si fermano a 19.300 euro.
 
I ricavi/compensi totali dei contribuenti sottoposti agli studi di settore, riferiti all’anno di imposta 2015 - spiega il Ministero in una nota -, sono risultati pari a 718 miliardi di euro, con un lieve aumento rispetto al 2014 (+0,6%) e andamenti lievemente differenziati tra i settori: quello dei servizi mostra l’incremento maggiore (+1,3%), seguito dal settore delle attività professionali (+0,7%) mentre i settori del commercio e del manifatturiero mostrano aumenti contenuti (+0,1%).
 
Il reddito totale dichiarato è pari a 107 miliardi di euro e mostra un andamento positivo rispetto al 2014 (+5,3%); il reddito medio dichiarato risulta pari a 28.600 euro per le persone fisiche (+10,3%), a 40.340 euro per le società di persone (+9,1%) e a 31.980 euro per le società di capitali ed enti (+19,6%). 
 
Il reddito medio dichiarato più elevato si registra nel settore delle attività professionali (44.310 euro, +6,5% rispetto al 2014), seguito dal settore delle attività manifatturiere (37.440 euro, +15,5% sul 2014) e dei servizi (27.510 euro, + 12,8%), mentre il dato più basso risulta nel commercio (22.510 euro, ma con un aumento del 18,0%).  

L’applicazione degli studi di settore nel 2015 - ricorda il Ministero - ha riguardato 3,4 milioni di soggetti (63,9% persone fisiche) in calo (-5,8%) rispetto all’anno precedente a causa principalmente dell’introduzione del nuovo regime forfettario, di cui alla Legge 190/2014 che non prevede l’applicazione degli studi di settore per i soggetti che hanno aderito a tale regime semplificato.

A partire dall’anno d’imposta 2017 - conclude la nota - il DL 193 del 22 ottobre 2016 ha previsto la soppressione della disciplina degli studi di settore e l’introduzione di indici sintetici di affidabilità per la promozione dell’osservanza degli obblighi fiscali. 
 
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