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Split payment, professionisti: ‘nessun vantaggio contro l’evasione’

di Paola Mammarella

I costruttori edili propongono alternative per combattere l’evasione fiscale senza rischiare la crisi di liquidità

Vedi Aggiornamento del 13/04/2018
10/05/2017 – Lo Split payment danneggerà le professioni intellettuali. A sostenerlo sono il Comitato unitario permanente degli ordini e collegi professionali (Cup) e Confprofessioni, intervenuti in audizione alla Camera contro la misura prevista dalla “Manovrina” 2017 (DL 50/2017).
 
La misura, considerata dai professionisti già di per sé penalizzante, è aggravata dalla mancanza di un periodo transitorio e di misure compensative in grado di contrastare la crisi di liquidità che si verrebbe a creare. Per questo L'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha formulato delle proposte alternative che consentirebbero di limitare i danni.
 

Professionisti: Split payment inutile contro l’evasione

Il Comitato degli ordini e collegi professionali (Cup) ha sottolineato che la norma deroga alle regole sul pagamento dell’Iva previste dall’Unione Europea, tanto che l’Italia ha dovuto chiedere una speciale autorizzazione all’UE per applicare tale regime con l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale.
 
Non incassando l’Iva, ha spiegato il Cup, i fornitori della Pubblica Amministrazione sono in una posizione di costante credito. Inizialmente i professionisti erano stati esclusi da questo meccanismo dal momento che subiscono già una ritenuta in acconto che determina la tracciabilità del pagamento, senza rischi per l’evasione.
 
Con lo Split payment, ha illustrato il Cup, la fattura emessa dal professionista subirebbe quindi una doppia trattenuta: la ritenuta del 20% sommata all’Iva pari al 22%.
 
Estendere lo split payment ai professionisti, ha spiegato ancora il Cup, non avrebbe nessun vantaggio per il contrasto dell’evasione dell’Iva, che rappresenta l’unico motivo per cui l’Europa ha concesso la possibilità di utilizzare tale meccanismo.
 
La norma, ha aggiunto, non prevede neanche una disposizione transitoria che consenta l’aggiornamento dei sistemi informatici.
 
Secondo il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, i professionisti si avvalgono di collaborazioni che vengono pagate con l’Iva, quindi lo Split payment si tradurrà in una decurtazione delle entrate, con effetti negativi sui redditi e sugli investimenti. Nel 2015, ha affermato, i professionisti e i lavoratori autonomi vennero esclusi dallo split payment per bilanciare una misura che, altrimenti, sarebbe stata iniqua, mentre ora “questo presidio di equità fiscale viene sacrificato all’esigenza di fare cassa per fronteggiare gli squilibri prodotti da una manovra poco accorta, varata nel pieno di un’accesa campagna elettorale, che ha distribuito bonus e sovvenzioni miopi”.
 

Ance: proposte alternative per non aggravare la crisi

Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), che nei giorni scorsi ha formulato tre proposte alternative per risolvere il problema del credito Iva, si potrebbero adottare meccanismi operativi di accelerazione del recupero del credito, quali:
- un Modello di dichiarazione Iva mensile, che consenta la compensazione del credito Iva già il mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione;
- l’applicazione dello stesso meccanismo di versamento dell’Iva anche nei confronti dei fornitori (l’impresa che presta servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione non riceve l’Iva, ma non la paga neanche sulle fatture dei propri fornitori);
- la definizione di una soglia massima di applicazione dello Split payment al di sopra della quale l’Iva verrebbe liquidata in modalità ordinaria. Definendo una soglia abbastanza bassa, si potrebbe combattere l’evasione che si annida, come tra l’altro riconosciuto dai dati ufficiali, soprattutto nell’ambito delle piccole e medie forniture, e non nei contratti di opere o lavori pubblici, laddove l’evasione è resa più difficile dagli obblighi di fatturazione elettronica e tracciabilità dei pagamenti.

Resta ora da capire cosa accadrà nell'iter di conversione in legge della Manovrina.
 

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