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Acquedotti, l’ingegneria antica può ancora combattere la siccità
AMBIENTE

Acquedotti, l’ingegneria antica può ancora combattere la siccità

di Paola Mammarella

Nati in Medio Oriente, si sono sviluppati con tecniche diverse nell’antica Roma, in India e tra le civiltà precolombiane del Sud America

12/06/2017 - Se si dice acquedotto antico si pensa subito alle opere di epoca romana, presenti un po’ in tutta Europa. In realtà l’acquedotto è stato inventato in Medio Oriente dalle civiltà mesopotamica e sumera. Greci e Romani hanno apportato le soluzioni ingegneristiche oggi maggiormente conosciute. Ma esempi di acquedotti antichi si trovano anche oltreoceano.

Una cosa accomuna tutti gli acquedotti dell’antichità: le soluzioni ingegneristiche all’avanguardia che hanno consentito l’approvvigionamento idrico in zone aride e invivibili. Tanto che oggi si sta pensando di tornare alle tecniche nate in Mesopotamia per combattere la crisi idrica in modo eco-compatibile.

Vediamo qualche esempio.
 

I Qanat della Mesopotamia

Nati con la civiltà dei Sumeri per sfruttare le acque del Tigri e dell’Eufrate e trasportarle verso i centri abitati, dove sfociavano in fontane, i primi acquedotti mediorientali erano costituiti da cunicoli sotterranei scavati nella roccia e da condotti coperti. Uno dei più antichi si trova nell’attuale Iran. Dal 2012 si sta pensando di tornare a questo sistema per combattere la crisi idrica in modo eco-compatibile.
Foto: Wikimedia
 
I cunicoli all’interno
Foto: Flickr 

Fori di accesso esterno per la manutenzione e l’irrigazione
Foto: qanatproject.com
 

Acquedotto di Palermo

Contrariamente ad oggi, intorno all’anno 1000 la Sicilia non aveva grandi problemi idrici. Merito degli arabi, che applicarono l’antica tecnica persiana del qanat. Alcuni all'interno avevano anche "le camere dello scirocco", ambienti ipogei, esempi di architettura del raffreddamento passivo, ma anche luoghi in cui trovare riparo dal caldo. Eccone una ancora integra.
Foto: Angelo Trapani

Vediamo come costruivano gli acquedotti altre civiltà antiche.
 

Acquedotto di Tambomachay – Perù

Chiamato anche “bagno dell’Inca”, si trova vicino al sito archeologico di Cuzco. Era composto da cunicoli, canali e cascate. Probabilmente, oltre a svolgere la funzione di acquedotto, una parte era utilizzata come centro benessere dai sovrani. La sua realizzazione può essere datata tra il 1300 e il 1400. 
Foto: walktravel.net
 

Acquedotto di Cantayo, Cuzco – Perù

Sempre in Perù, prima degli Inca, la civiltà dei Nazca tra il III e VI sec. d.c. realizzò un sistema di acquedotti che ha consentito lo sviluppo dell’agricoltura in zone molto aride. Il sistema utilizzato è simile a quello dei qanat della Mesopotamia, con un insieme di pozzi di accesso alla falda acquifera.
Foto: 123rf.com
 

Acquedotto di Hampi – India

Realizzato presumibilmente tra il 1300 e il 1600, serviva per approvvigionare d’acqua la capitale dell’impero di Vijayanagara. Dalla grande cisterna l’acqua veniva convogliata verso città, templi e campi da coltivare.


Quello che resta del sistema di distribuzione dell'acqua
Foto: 123rf.com
 

Acquedotto di Cesarea - Israele

Costruito su ordine del re Erode intorno all'anno 20 a.c, sfruttava una sorgente portando la sua acqua a circa 10 km di distanza. Nel II secolo d.c. venne ampliato dai Romani. Ha funzionato per circa milleduecento anni.
Foto: 123rf.com 

Concludiamo la rassegna con qualche esempio di acquedotto romano. 
 

Acquedotto di Valente – Istanbul

Di epoca romana, convogliava l’acqua nell’antica Costantinopoli, capitale dell’impero romano d’oriente, che veniva poi accumulata nelle cisterne sotterranee. È stato utilizzato fino al medioevo. Oggi le auto transitano sotto i suoi archi.
Foto: 123rf.com

La più grande cisterna di Istanbul, in cui venivano convogliate le acque, è la Basilica Cisterna, fatta costruire dall'imperatore Giustiniano. L'ambiente è ancora in ottimo stato conservativo e al suo interno vivono numerosi pesci. Al suo interno sono state ambientate alcune scene dei film "007 - dalla Russia con amore" e "Inferno", trasposizione cinematografica del libro di Dan Brown.
Foto: Wikipedia

 

Acquedotto di Segovia - Spagna

È uno degli acquedotti di epoca romana meglio conservati. È diventato un simbolo della città, tanto da essere presente nello stemma cittadino. Dal 1985 fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco.
Foto: Unesco
 

Parco degli acquedotti, Roma

Fa parte del Parco Regionale Suburbano dell'Appia Antica e contiene sei degli undici grandi acquedotti realizzati in epoca romana.
 Foto: parcodegliacquedotti.it
 

Acquedotto Carolino, Caserta

È conosciuto anche come acquedotto di Vanvitelli, dal nome del progettista cui il re Carlo di Borbone commissionò l’opera. Alimentava il Belvedere di San Leucio, le fontane e il parco della Reggia di Caserta. I lavori durarono 17 anni, dal 1753 al 1770.
Foto: italianways.com
 
© Riproduzione riservata

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