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AMBIENTE

La Camera approva la riforma delle aree protette

di Alessandra Marra
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30 milioni di euro in tre anni per progetti di recupero e valorizzazione dei parchi. WWF: ‘la norma ci porta indietro di 40 anni’

Vedi Aggiornamento del 05/03/2018
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22/06/2017 – La Camera ha approvato il disegno di legge sulle aree protette che, modificando la  Legge 394/1991, punta a coniugare la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con lo sviluppo economico sostenibile dei parchi.  
 

Sviluppo economico sostenibile delle aree protette

Il ddl prevede la promozione di strategie di sviluppo socioeconomico funzionali alla conservazione delle risorse naturali, di assetto del territorio, di preservazione dal consumo di suolo e di rinaturalizzazione di spazi, di valorizzazione del patrimonio naturalistico e di sostegno al sistema economico, culturale e paesaggistico locale.
 
L’Ente Parco potrà stipulare convenzioni con Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni, in forma singola o associata, per la definizione di programmi e progetti di valorizzazione.
 
A tal fine sono previsti nel prossimo triennio 30 milioni per i parchi e 9 milioni per le aree marine, per programmi di tutela e protezione ambientale. 
 
Le Regioni destineranno prioritariamente una quota delle risorse dei piani operativi regionali (POR) per obiettivi come: restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; recupero dei nuclei abitati rurali; opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali; attività sportive compatibili; strutture per l'utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale, nonché interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili; copertura della rete di telefonia mobile e ADSL; sostegno alla pianificazione territoriale dei Comuni; restauro e riqualificazione del paesaggio, urbano e rurale, volto al recupero dei connotati identitari del territorio; sostegno alle attività culturali formative e di educazione in campo ambientale e a quelle volte alla valorizzazione del territorio.
 
Infine, per favorire le attività economiche locali, entreranno nei consigli direttivi degli Enti Parco Nazionali anche portatori d’interesse economico come ad esempio agricoltori, pescatori, ecc.
 

Tutela dei parchi

I Piani dei Parchi Nazionali verranno sottoposti a Valutazione ambientale strategica, prevedendo il controllo anche dei ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali (mentre nella Legge 394/1991 era prevista la sola approvazione della Regione). In più i Piani saranno approvati in tempi definiti.
 
Il Ddl introduce il divieto di trivellazioni nei parchi e nelle aree contigue e proibisce anche la pratica dell’eliski (sci fuoripista servendosi di un elicottero come mezzo di risalita).
 
Vengono anche individuate le modalità per la tutela della biodiversità e per la gestione della fauna maggiormente rispondenti alla direttive comunitarie, prevedendo un importante ruolo di valutazione da parte dell’Ispra. Su tutto il territorio nazionale è inoltre vietato l’allevamento di cinghiali al fine del ripopolamento.
 

Aree protette: governance dei parchi

La nomina dei direttori dei Parchi Nazionali avverrà a seguito di una selezione pubblica e tra i requisiti sarà sufficiente possedere una laurea in qualsiasi disciplina (nessun riferimento a titoli con indirizzo ambientale) e “una comprovata esperienza di tipo gestionale". In più, negli organi direttivi sarà ‘tenuta in considerazione la rappresentanza di genere’, una misura importante per riequilibrare la presenza femminile considerando che oggi nei 23 Parchi nazionali solo un presidente e due direttori sono donne, mentre su 230 membri dei consigli direttivi solo 14 sono donne, appena il 6%. 

È inoltre previsto che il Ministero dell’Ambiente emani linee guida per la nomina dei direttori delle Aree Marine Protette.
 
Potranno entrare nei consigli direttivi degli enti parco nazionali: un rappresentate delle associazioni scientifiche e uno degli agricoltori o dei pescatori, per orientare le attività economiche locali verso la sostenibilità, che si affiancheranno alle associazioni ambientaliste. Per la prima volta negli organi direttivi deve essere ‘tenuta in considerazione la rappresentanza di genere’.
 

Riforma aree protette: il commento del Ministero dell'Ambiente

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti dopo l’approvazione alla Camera del ddl ha affermato: “La riforma della normativa sui parchi votata dalla Camera, e che spero venga presto definitivamente approvata dal Senato, è un passaggio importante per migliorare la tutela dei gioielli del nostro patrimonio ambientale".
 
“Io credo che le aree protette debbano essere sentite dalle comunità come un vantaggio non come un limite, e che debbano essere gestite da persone di provata competenza, riconosciute come tali sul territorio, per proteggere e valorizzare al meglio gli straordinari paesaggi, gli ecosistemi, la flora e fauna dei nostri parchi e dei nostri mari. La possibilità poi di fare di un parco o di una area marina un fattore di crescita economica del territorio rappresenta un ulteriore modo per rendere più forte la tutela del patrimonio ambientale” ha concluso Galletti.

"Aspetto fondamentale di questa legge – ha dichiarato la Sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo – è la possibilità che viene offerta ai Parchi e alle Aree Marine Protette di essere non solo un presidio di difesa del patrimonio ambientale, ma anche un vero e proprio motore di sviluppo per l’economia locale. Il provvedimento, infatti, prevede una serie di strumenti che consentiranno ai Parchi di promuovere iniziative economiche di valorizzazione del territorio e del patrimonio edilizio esistente, azioni per sostenere il turismo sostenibile e per sviluppare un’economia territoriale innovativa e allo stesso tempo ancorata alle tradizioni e alla cultura locale".
 

Associazioni ambientaliste: ‘si torna indietro di 40 anni’

Negativo il commento del WWF Italia: “La Camera, non solo ha scelto di snaturare i Parchi Nazionali, ma ha portato indietro di quarant’anni la legislazione di salvaguardia della Natura. La Camera ha deciso di considerare il Capitale Naturale, che le nostre Aree Protette custodiscono, come una merce di scambio da mettere in mano ai poteri di parte e locali invece che un bene comune che appartiene a tutti i cittadini”.

“Per mesi il WWF ha chiesto alla Camera di correggere o abbandonare una legge cucita su misura sui portatori di interessi locali, con proposte di assoluto buonsenso come i concorsi per titoli ed esami per i direttori dei parchi. Per mesi il WWF ha chiesto un progetto di visione per le Aree Protette: un progetto per i prossimi 30 anni invece di una contro-riforma contestata da tutte le associazioni ambientaliste e da numerosi esponenti della scienza e della società civile. Per questa ragione la mobilitazione contro lo snatura Parchi per il WWF continuerà al Senato dove questo provvedimento dovrà avere il via libera definitivo”.
 
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