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Andrea Marcante ed Adelaide Testa raccontano un' Altra Venezia
CASE & INTERNI

Andrea Marcante ed Adelaide Testa raccontano un' Altra Venezia

di Valentina Ieva

Un progetto di architettura di interni che conserva il rapporto con la storia del luogo

15/06/2017 - Come Proust, parlando dei  vestiti della signora Guermantes disegnati da Mariano Fortuny, impregnati di storia veneziana, sosteneva fossero in grado di rendere straordinario l'atteggiamento della donna, così nel progetto di architettura di interni di Marcante-Testa/UdA Architetti non manca il rapporto con la sua storia.

Dalla definizione degli elementi architettonici fino alla scelta delle luci, degli arredi (molti dei quali di Carlo Scarpa e del figlio Tobia) e dei complementi di arredo, inclusi i tessuti, l'intervento raccontano un' Altra Venezia.

Il progetto ha coinvolto sia le parti comuni, come l'androne e i collegamenti verticali, sia gli spazi interni a destinazione abitativa, partendo da una rilettura del rapporto "dentro/fuori": se da un lato il disegno grafico delle nuove boiserie che circondano lo scalone alludono nelle geometrie alle facciate esterne, dall'altro il pianerottolo "abitato" ad uso comune anticipa l’intimità degli appartamenti. 

Scandito attraverso diaframmi divisori con strutture in metallo verniciato e ottone, tamponamenti in vetro verde e pannelli lignei trattati a stucco veneziano, l'intervento si ispira a quello di Carlo Scarpa a Ca’ Foscari, preservando l'illuminamento naturale anche nelle aree prive di finestre.

"Una prima quinta mette in relazione, da un lato, l'ingresso con il soggiorno e le sue aperture verso l'esterno, dall'altro crea un nuovo corridoio attraverso lo studio, mantenendo il disegno originario del parquet a "quadrotte" intarsiate; una seconda quinta separa la camera da letto dal bagno attiguo con funzione, oltre che di ingresso al bagno, anche di contenitore/vestiaire per la camera" spiegano i progettisti.

"All'interno delle stanze il rapporto tra le finestre e il paesaggio veneziano viene enfatizzato attraverso un sistema di cornici in ottone con tende dorate a maglia metallica che, di fatto, ridefiniscono le aperture puntuali verso l'esterno in una sorta di finestra a nastro continua in tutti gli ambienti".

A rafforzare il rapporto del progetto con la storia e con il paesaggio veneziano, la scelta dei dettagli: lampade in vetro di Murano, carte da parati ad effetto sfumato, le tinte stesse delle pareti, i tavolini in vetro, i pezzi di arredo di Carlo Scarpa e del figlio Tobia, i copriletti con tessuti di Rubelli capaci di evocare la tradizione veneziana del pavimento in seminato.
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