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Boutique Hotel Principe di Salina: un’oasi siciliana
CASE & INTERNI

Boutique Hotel Principe di Salina: un’oasi siciliana

di Cecilia Di Marzo

Gli interni attingono alla tradizione locale e alle radici multiculturali della Sicilia

01/06/2017 - Il Principe di Salina è il nuovissimo Boutique Hotel nato a Malfa, sull’Isola di Salina, la più verde dell’arcipelago siciliano delle Eolie. Costruita una decina di anni fa, la struttura è stata rinnovata nel 2017 a seguito del passaggio a una nuova proprietà. Il progetto aveva l’obiettivo di conferire al complesso una nuova anima, un nuovo stile e un differente “posizionamento”, senza la necessità di apportare modifiche strutturali e murarie.

Per questo motivo l’intervento ha riguardato principalmente l’interior restyling, affidato ad Eva e Chiara di “The Venue Mentor.”

L’hotel ospita dodici camere, un ristorante, aree comuni, una piscina e una vasca termale con acqua sulfurea a 40 gradi proveniente direttamente da una fonte nel sottosuolo.
Il complesso si sviluppa su quattro livelli che accompagnano le pendici scoscese dell’isola. La struttura in questo modo forma un anfiteatro che si affaccia sul mare circostante e ha nel suo centro la grande piscina a sfioro con vista su Panarea e Stromboli.

All’esterno la scelta di un colore neutro e pulito come il bianco è motivata della volontà di lasciare il palcoscenico alle tonalità della natura lussureggiante in cui l’albergo è immerso: l’azzurro del cielo siciliano, il nero della pietra lavica, il verde dei filari di Malvasia e il blu del Mediterraneo.

All’interno, i grandi e accoglienti spazi comuni sono pensati come aree sociali dove gli ospiti possano incontrarsi e condividere esperienze, sempre con il mare sullo sfondo.
La zona living con le ampie finestre, i divani e il grande camino, l’area lounge con le sue comode sedute, la terrazza ristorante con il lungo tavolo conviviale permettono agli ospiti di sentirsi a casa in ogni momento del loro soggiorno.
Gli interni attingono alla tradizione Siciliana a alla sue radici multiculturali, con il recupero di suppellettili eoliane, il ricorso a nicchie e arredi in muratura e l’utilizzo di cuscini, tappeti, lanterne e anfore. A questi viene infine mescolata l’internazionalità degli oggetti collezionati durante i soggiorni all’estero dei proprietari, per garantire un tocco finale bohème.  

© Riproduzione riservata

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