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A Palazzo Poli la mostra "Alfabeto fotografico Romano"
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A Palazzo Poli la mostra "Alfabeto fotografico Romano"

Esposte immagini provenienti da ben trenta archivi fotografici romani

06/06/2017 - 30 archivi fotografici romani hanno unito le forze e fino al 2 luglio, in Palazzo Poli, propongono Alfabeto Fotografico Romano, una mostra organizzata dall'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione e dall’Istituto centrale per la grafica.
 

I curatori, Maria Francesca Bonetti e Clemente Marsicola, hanno selezionato immagini e temi insieme ai responsabili delle collezioni fotografiche romane: Soprintendenze e  Istituti centrali, Musei, Biblioteche, Archivi, oltre a Istituti sia italiani che stranieri, Museo di Roma e Musei Vaticani.
 

Esposte fotografie di Roma o a Roma collezionate, realizzate da fotografi protagonisti della storia della fotografia dalle sue origini ad oggi. A partire dai pionieri che scattarono e distribuirono in tutta Europa immagini romane, quali Eugéne Constant e James Anderson, seguiti da  Romualdo Moscioni e John Henry Parker, archeologo inglese che tra 1864 e 1877 fu tra i primi a commissionare campagne fotografiche relative all'archeologia romana.
 

Giovanni Gargiolli apre il XX secolo alla testa di un promettente Gabinetto Fotografico Nazionale e, a seguire molti altri, tra cui viaggiatori ed esploratori, professionisti del ritratto, fotografi di scena, amatori e fotoreporter, fino ad alcuni autori contemporanei tra i quali spiccano Luigi Ghirri, Guido Guidi, Elisabetta Catalano, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri e Letizia Battaglia.
 

250 opere scelte, frutto di un lavoro di introspezione degli archivi fotografici coinvolti. Milioni di immagini che documentano e rievocano i segni della cronaca, dei danni bellici e delle difese approntate per i beni culturali, del potere romano, della bellezza e della vita quotidiana, lungo un arco temporale che va dagli anni quaranta del XIX secolo, fino ai primi anni del XXI. 
 

Così si snoda l’Alfabeto fotografico romano, intorno a 21 temi, uno per ogni lettera del nostro alfabeto. Le parole prescelte non definiscono né categorie né generi fotografici; sono piuttosto evocative e motivo di suggestione per riportare in evidenza storie, fatti, oggetti, opere, autori, relazioni, spesso sconosciuti e inesplorati.

La mostra si inserisce in un percorso promosso da qualche anno dai due Istituti centrali con diverse iniziative mirate alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale. 
 

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