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LAVORI PUBBLICI

Qualificazione del general contractor, a scrivere le regole sarà il Mit

di Paola Mammarella
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Il CdS chiede ad Anac di ritirare le linee guida e auspica una modifica del Codice Appalti per evitare dubbi

Vedi Aggiornamento del 08/09/2017
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27/06/2017 – Sarà il Ministero delle Infrastrutture a regolamentare la qualificazione del general contractor. È la soluzione individuata dal Consiglio di Stato, che con il parere 1479/2017 ha risposto ai dubbi sollevati dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sul Codice Appalti.
 
L’Anac, alle prese con la stesura delle linee guida attuative del Codice Appalti, si è rivolta al CdS per capire chi deve mettere a punto le norme sul general contractor.
 
L’Anticorruzione aveva già predisposto delle linee guida a riguardo, ma con l’avvento del Correttivo sono sorte delle perplessità.
 

Chi è il general contractor

Per fare chiarezza, ricordiamo che la figura del general contractor è stata istituita dalla Legge Obiettivo (L443/2001) per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche strategiche. Si tratta di un’impresa con capacità e requisiti diversi da quelli posseduti dalle imprese che realizzano “semplici” lavori pubblici.
 
I general contractor si impegna col soggetto aggiudicatore alla realizzazione dell’opera strategica con qualsiasi mezzo, nel rispetto del progetto preliminare ed esecutivo. Tra i suoi compiti ci sono anche la progettazione esecutiva e l’individuazione delle modalità gestionali dell’opera.
 

Qualificazione unica nel Codice Appalti del 2006

Per fare chiarezza, il CdS ha ripercorso il panorama normativo degli appalti. Il Codice del 2006 (D.lgs. 163/2006) prevedeva un sistema unico di qualificazione per tutti gli esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici. Il Dpr 207/2010 prevedeva che le Soa attestassero i requisiti degli operatori. I soggetti accreditati rilasciavano una certificazione di qualità aziendale conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000. Su tutti questi meccanismi vigilava l’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici.
 
Il Codice del 2006 prevedeva inoltre che l’attestazione del possesso dei requisiti del contraente generale fosse rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
 

I dubbi con il Codice Appalti del 2016

Il Codice Appalti del 2016 (D.lgs. 50/2016) sembra avere un’impostazione contraddittoria. Dall’articolo 197 si può capire che a definire le regole del general contractor debba essere l’Anac, dall’articolo 199 sembra invece che la competenza sia del Ministero delle Infrastrutture.
 
Il CdS ha concluso che deve essere il Mit a definire i requisiti e le regole per la qualificazione dei general contractor. I giudici hanno anche suggerito all’Anac di sospendere i lavori per la redazione delle linee guida, ma di collaborare col Mit. Per armonizzare tutta la disciplina, sottolinea il CdS, sarebbero necessarie nuove modifiche al Codice Appalti.
 
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